Metrò in tilt, treni usurati e in servizio
con 350mila chilometri all’attivo

di Pierluigi Frattasi

  • 197
Rotti, vecchi, imbrattati dai gaffiti, fermi per mancanza di pezzi di ricambio, in attesa di revisione per il tagliando dei chilometri, saccheggiati, in gergo «cannibalizzati», per riparare quelli messi meglio. Sono queste le cause che costringono metà della flotta dei treni della Linea 1 a restare ferma in deposito, invece di uscire sui binari. Treni che risalgono in alcuni casi al 1992 e che faticano a stare in esercizio. Arretrati di diverse generazioni, ormai, rispetto ai convogli più recenti presenti sul mercato. Anche perché viaggiare a Napoli, sulla linea metropolitana giudicata tra le più belle del mondo, ma anche tra le più impervie, con il suo 5,5 per cento di pendenza, non è affatto semplice. E le vetture si rompono molto più facilmente anche per questo.

Ma quanti sono i treni della Linea 1? Complessivamente il parco mezzi consta di 46 Udt, Unità di Trazione. In pratica, vagoni motrici. Ogni convoglio è composto da 2 Udt, in testa e in coda, più altri due vagoni centrali. In totale 4 vagoni. In passato, con i treni nuovi di zecca appena usciti dalla fabbrica, si arrivava anche a 6, la misura esatta per la quale sono state progettate anche le banchine. Oggi, con i mezzi a disposizione, anche i treni si sono accorciati. Poco meno della metà delle 46 Udt è in esercizio. Cinque, infatti, sono fuori servizio per mancanza di pezzi di ricambio. In alcuni casi ripararle è quasi impossibile, visto che il materiale e le tecnologie sono superati ed è difficilissimo reperirli nuovi sul mercato. Altre 8 sono in attesa di revisione, perché hanno superato il chilometraggio (sono previsti dei tagliandi dopo aver superato i 350mila e i 750mila chilometri). Procedure che anche in questo caso vanno a rilento a causa delle difficoltà finanziarie dell’azienda, che paga i fornitori in ritardo, ma li paga. Una unità di trazione, invece, è ferma perché letteralmente sommersa dai graffiti, che hanno coperto anche i sistemi di sicurezza, rendendo il treno inutilizzabile. Altri treni che sono stati riparati aspettano il collaudo dell’Ustif, l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A queste, poi, si aggiungono le Udt che si guastano saltuariamente ogni giorno e che vanno a rimpinguare il “cimitero” dei treni in attesa di essere ripristinate.
CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Giovedì 7 Dicembre 2017, 22:57 - Ultimo aggiornamento: 08-12-2017 10:22
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP