Traffico illecito di beni archeologici
frutta otto miliardi all'anno

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di Nunzia Marciano

Otto miliardi di dollari. È questo ogni anno, il valore del traffico illecito di beni artistici e archeologici nel Mondo. Un business che si realizza principalmente attraverso i furti di opere, il saccheggio dei siti archeologici, il traffico di beni durante i conflitti armati e non da ultimo, il terrorismo e la contraffazione. Insomma lo sfregio alla cultura avviene da più fronti. Da qui la necessità di creare un tavolo di discussione e confronti nella due giorni di Stati Generali sulla lotta al traffico illecito e alla distruzione dei beni culturali in programma oggi e domani al Mann (Museo archeologico nazionale di Napoli) dal titolo “Archeologia ferita”.
 

Ad essere coinvolti nell’evento, forze dell’ordine, giuristi ed esperti provenienti da tutto il Mondo, dagli Stati Uniti alla Giordania, dal Getty Museum all’Ermitage. Per il direttore del Mann Paolo Giulierini è una questione di coscienza civica ed educazione all’arte “e alla nostra storia”. Tra i relatori anche Giovanni Melillo Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, uno degli attori principalmente coinvolti nella lotta alla piaga del traffico di beni archeologici. Domani la seconda giornata di tavoli di confronto dove interverranno studiosi ed esperti mondiali. Il convegno si concluderà con la consegna del premio “Person of the year 2017” all’archeologo Giancarlo Garna.  
Martedì 14 Novembre 2017, 14:05 - Ultimo aggiornamento: 14-11-2017 14:05
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