Torre Annunziata, crollo al rione Carceri. Gli sgomberati si preparano alla pioggia: Protezione Civile picchetta le tendopoli

di Salvatore Piro

TORRE ANNUNZIATA. Gli sgomberati per l'ultimo crollo di ieri, nei palazzi fatiscenti del rione Carceri, oggi fanno i conti col maltempo, la pioggia, il vento. Due famiglie, in totale 12 persone, tra loro anche una ragazza disabile di 18 anni e due bambini, trascorreranno la seconda notte nella tendopoli di fortuna, allestita in via Agricoltori di fronte al portone oggi murato di Palazzo Fienga, l'ex fortino del clan Gionta.

La pioggia, in città, cadrà anche stanotte. E' per questo che i volontari della Protezione Civile-Misericordia di Torre Annunziata hanno picchettato le due tende nelle quali dormiranno in 6 per ogni tenda. Altre tre famiglie con bambini, sgomberate per volontà del Comune e a scopo precauzionale da un palazzo attiguo in via Aurora, hanno trovato invece un posto per dormire nei locali dell'ex orfanotrofio della Basilica Maria SS. Della Neve, retta da Monsignor Raffaele Russo, e presso i Salesiani guidati dal parroco anti-camorra don Antonio Carbone.
 
 

Una sesta famiglia, sfollata sempre da via Aurora insieme ad altre tre (9 i nuclei familiari coinvolti, dopo l'iniziale stima di 6), dormirà da parenti o amici. Il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, contro l'emergenza crolli chiederà aiuto alla Regione: "Servono fondi straordinari per abbattere tutti i ruderi della città - il suo commento - . La tendopoli? Brutta a vedersi, immagino, sembra di essere tornati al post-terremoto. Ma dopo la tragedia su Rampa Nunziante, io a Torre non voglio piangere altri morti".  
Lunedì 11 Settembre 2017, 06:44 - Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 22:18
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