Stese ad altezza d'uomo: a Napoli
intimidazioni a suon di ​kalashnikov

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di Leandro Del Gaudio

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Stanno insistendo. Hanno deciso di sfondare la linea della provocazione, di alzare il tiro e di mandare qualcosa in più di un messaggio dall’altra parte della staccionata: hanno deciso di usare i kalashnikov contro auto in sosta, saracinesche di qualche negozio, portoni di edifici per chiarire bene le idee a tutti. Questa zona è nostra, i traffici di cocaina e hashish non vi appartengono. 

Un messaggio firmato dal gruppo di famiglie che ora controllano la zona del Cavone e che puntano dritto al «sistema» Pignasecca, quello spaccato che un tempo veniva chiamato «delle Chianche» e che era rigorosamente controllato dalla dinasty dei Terracciano: una terribile terra di mezzo, che da sempre fa gola a tutti. Scenario cambiato, anche se oggi la nuova faida torna ad essere tutta lì, alla Pignasecca. Domenica notte, sono le 22.32, un’altra stesa. Sventagliate di mitra ad altezza d’uomo, auto crivellate di proiettili, paura e rabbia. Masticano amaro i residenti, costretti ad improvvisarsi difensori civici, a bloccare per precauzione due turisti inglesi rimasti spaesati per quella improvvisa giostra di colpi esplosi, di urla di paura, di puzza di polvere da sparo: «Men and guns, be carefull... that’s mafia», dice un cittadino napoletano di origini indiane, «uomini e pistole, occhio! Roba di mafia», meglio aspettare che passi il pericolo. Ancora qualche minuto, lì tra via e piazza Pignasecca - zona ricca di ristoranti e negozi, un mercato naturale - che la scena torna ad animarsi. Da via San Liborio e dalle altre strade vicine alla piazza principale, spuntano le prime comparse di questa nuova emergenza criminale. 

Sono donne, per lo più: abitano in questa zona e conoscono ogni particolare dell’ultima stesa. Sanno chi è stato, nel senso che hanno capito bene chi sono i mandanti e per quale motivo sono stati usati i mitra nel corso dell’ultima spedizione criminale. Uno scenario che rimanda a quanto avvenuto venerdì notte, sempre intorno alle undici, sempre nella stessa zona. Cinque giorni fa, è stata una avvisaglia, un messaggio iniziale; domenica notte il sequel. 
Quanto basta a costringere gli inquirenti a ragionare in termini di emergenza, a ripercorrere le tappe di uno scontro che aveva già destato qualche preoccupazione nei mesi scorsi.

Ora la situazione sembra degenerata e si attendono reazioni a stretto giro. Clima da coprifuoco, quando chiudono i localini e i ristoranti, non è difficile capire cosa sta accadendo in questa zona. Sono due i fronti, almeno a leggere le informative di polizia giudiziaria che sono state depositate in questi mesi: da un lato ci sono i Saltalamacchia, una famiglia cresciuta nel vuoto criminale dei Quartieri spagnoli, scenario polverizzato da arresti, condanne e qualche pentito blasonato. I Saltalamacchia sono in buoni rapporti con i Ricci, i «fragolella», che - negli anni d’oro del loro dominio - erano legati al potente clan Sarno di Ponticelli. Fatto sta che in quest’ultimo periodo, i Saltalamacchia e i Ricci vengono indicati come i più attivi nella zona dei Quartieri, pur avendo scelto come propria roccaforte uno dei vicoli a ridosso di piazza Mazzini. Vengono avvertiti come un pericolo da quelli che stanno dall’altra parte. A chi pensano in queste ore gli inquirenti? Attenzione rivolta ad un’altra consorteria di famiglie, vale a dire quelli del gruppo Ferrigno e degli Esposito, ritenuti a loro volta particolarmente attivi nella zona del Cavone.

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Lunedì 12 Marzo 2018, 22:59 - Ultimo aggiornamento: 13-03-2018 14:03
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-03-13 11:08:32
Qualcuno potrebbe pensare che certe cose accadano a Salvador, Campos dos Gaytacares o Barquisimeto e non in una città con due millenni di storia. Queste succede quando per anni chi doveva intervenire si è dimostrato inetto e spesso ha voltato la testa per non guardare.
2018-03-13 10:06:48
spero che il tempo futuro,liberato dalle utopie della sinistra, restituisca alla nostra terra lo Stato e la sua legge, da troppi anni dimenticata. E spero che la stessa sorte della sinistra sia riservata anche a coloro che hanno fatto di Napoli la capitale europea del degrado
2018-03-13 09:51:43
Senza aspettare la reazione dello Stato ( che arriverà presto ), perchè non cominciare ad illuminare un pò meglio il quartiere di sera ? La luce non piace ai delinquenti ma ai cittadini che si sentono più sicuri , a maggior ragione che in pochi metri di strada ci sono le stazioni di Cumana, Circumflegrea, Funicolare, Metropolitana Linea 2 ed Ospedale.
2018-03-13 09:45:39
...che sfortuna, le forze dell'ordine stavano "operando" da un altra parte!
2018-03-12 23:23:10
So' ragazzi, a letto senza cena!

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