Spari e panico sul lungomare,
​a Napoli fermato un 19enne

di Giuseppe Crimaldi

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Sei giorni di indagini attente e scrupolose. A meno di una settimana dalla sparatoria scatenata a due passi dal lungomare - era la sera di domenica scorsa - si stringe il cerchio sul presunto autore di un raid che ha seminato panico e terrore tra la folla che stazionava lungo via Partenope.

Ha 19 anni il giovane identificato dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. È incensurato. Vive nel quartiere Vasto-Arenaccia. Su di lui, almeno fino a ieri, nemmeno un'ombra. Nulla di nulla. L'indagine lampo dei militari dell'Arma, coordinati dal sostituto procuratore Ludovica Giugni e dal procuratore aggiunto Rosa Volpe è riuscita a dipanare una matassa che sulle prime appariva inestricabile.

Un certosino lavoro di ricostruzione di orari e fatti, insieme alla escussione di decine di testimoni oculari e - soprattutto - all'esame dei sistemi di videosorveglianza stradale e privati hanno contribuito alla identificazione del presunto autore del raid armato. Il 19enne ieri è stato condotto negli uffici della caserma «Pastrengo» di piazza Carità, dove è stato a lungo ascoltato dagli inquirenti. Nulla, al momento, è trapelato in merito alle sue dichiarazioni. Ma il ragazzo era accompagnato da un legale, un avvocato di fiducia: il che conferma che si trova formalmente indagato.

Nelle prossime ore la Procura della Repubblica guidata da Giovanni Melillo formalizzerà l'accusa, che per il momento dovrebbe essere quella di porto abusivo di arma e spari in luogo pubblico.

Su questo particolare di non secondario conto si gioca il futuro dell'indagato: perché se la contestazione dovesse restare questa, allora non ci sarebbero motivi per chiedere es eseguire un fermo di polizia giudiziaria: il reato di spari in luogo pubblico - soprattutto se contestati a chi non ha già precedenti penali - non comportano l'arresto. Diversamente, se invece si ravvisassero le condizioni per ipotizzare il tentato omicidio, allora il quadro cambierebbe. Anche per questo motivo gli inquirenti mantengono un basso profilo e la massima cautela.

Ma chi è il fermato? Chi è questo giovanissimo che sette giorni fa si improvvisò pistolero, scatenando una reazione a catena che - solo per una serie di congiunture favorevoli e fortunate - avrebbe potuto scatenare una tragedia? Di sicuro, come detto, non è una persona nota alle forze dell'ordine. La sera di domenica scorsa si trovava con amici nella zona più trafficata del lungomare.

In via Chiatamone sarebbe giunto poco dopo le 18 a bordo di uno scooter che - una volta parcheggiato - sarebbe poi scomparso nel nulla. Rubato, presumibilmente, da una delle bande di microcriminali che imperversano soprattutto nelle serate del fine settimana a caccia di moto e auto da scassinare e portar via. Da una prima ricostruzione dei fatti emerse che il 19enne si sarebbe poi rivolto con fare minaccioso a due parcheggiatori abusivi che operano proprio nella zona compresa tra le scale di via Chiatamone e la parte centrale di via Partenope: «Ora torno e vi faccio vedere...», avrebbe detto con fare minaccioso, ritenendo così gli abusivi quasi corresponsabili del furto.

Il resto è storia nota. Gli spari in sequenza, almeno sei-sette, con una pistola procurata chissà dove. Quelle esplosioni scateneranno il terrore sul lungomare, dove sciama una folla di migliaia di passanti. In tanti temono si tratti di un attentato terroristico. Ne segue un fuggi fuggi generale che - solo per un miracolo - non causa feriti né vittime. Ingenti i danni subìti dai locali della zona: piatti rotti, tavole rovesciate, clienti che sono scappati via senza pagare il conto.

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Domenica 15 Aprile 2018, 14:37
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