«Sì alla tassa di ingresso», stangata sui bus turistici a Napoli

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di Pierluigi Frattasi

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Stangata del Comune sui bus turistici. Arriva la tassa per sostare in città dedicata ai pullman delle compagnie di linea autorizzate che accompagnano i visitatori nei suggestivi tour per le vie di Napoli. Finora in città si parcheggiava gratis. Adesso, con il nuovo regolamento predisposto da Palazzo San Giacomo, le imprese dovranno invece pagare una tariffa annuale in base ai metri quadrati occupati dai mezzi, sulla scorta del preziario Cosap (Canone occupazione suolo pubblico). Gli stalli saranno messi a gara con una manifestazione di interesse. In media per un posto bus al centro storico si pagherà circa 5mila euro all’anno per ogni bus, ossia 3-400 euro al mese.

In più bisognerà versare i diritti di istruttoria della pratica per avere l’autorizzazione. Il Comune, poi, provvederà a effettuare controlli periodici per verificare la regolarità dei pagamenti e delle autorizzazioni. La nuova norma va a disciplinare tutti quei bus turistici con autorizzazione rilasciata dal Comune o dalla Regione che hanno un percorso fisso giornaliero e una frequenza stabilita, come il Napoli City Sightseeing, il bus rosso a due piani scoperto, o il Tramvia, che collega il Porto a Pompei e al Vesuvio.

La bozza del nuovo regolamento è già pronta ed è stata inviata a Palazzo Santa Lucia per i pareri tecnici, dopodiché dovrà essere approvata dalla giunta comunale e quindi dal Consiglio, prima di diventare operativa, molto probabilmente non prima del 2018. Mentre per i bus non autorizzati, che arrivano da fuori città con visite saltuarie per le gite fuori porta del weekend, in occasione di particolari ricorrenze, o per le festività natalizie e pasquali, è prevista una diversa disciplina.

Il Comune ha già emanato delle ordinanze nel 2015 che stabiliscono le strade dove sostare, in attesa della realizzazione del terminal per i bus turistici cittadino, e il tariffario che va da 1,50 euro per la sosta di 20 minuti, a 40-50 euro per la tariffa giornaliera, fino a 400-500 euro per quella mensile. Anche su questi ultimi il Comune prevede di modificare la normativa con un nuovo regolamento, che potrebbe introdurre diverse tipologie di accesso, come l’imposta di ingresso in città, che al momento però, è bene ribadirlo, resta solo un’ipotesi. La tassa sui bus turistici, ad ogni modo, non è una novità. In altre grandi città d’arte italiane è già in vigore, mentre da anni si sono attrezzate con hub per i bus nazionali e internazionali.

A Roma, ad esempio, c’è il terminal Anagnina, dove i pullman possono sostare senza doversi immettere nel traffico cittadino, ingolfandolo. Tra gli obiettivi del regolamento comunale, che punta a mettere ordine in tutto il settore, c’è soprattutto quello di arginare il fenomeno dell’abusivismo, visto che oggi con un pulmino a disposizione chiunque, anche senza autorizzazione, può improvvisarsi accompagnatore turistico, e visto che manca una rete strutturata di controlli. Fino a qualche anno fa il settore era gestito dalla NapoliPark, che aveva anche degli stalli al Porto al costo di 40 euro al giorno. Ma il servizio è stato abbandonato.

«Il nostro obiettivo - spiega Nino Simeone, presidente della commissione Mobilità - è di regolamentare l’ingresso e l’uscita dalla città dei bus turistici, per garantire a tutti parità di trattamento. Con il nuovo regolamento le compagnie dovranno fornire precisi programmi sugli itinerari effettuati, gli orari e i tariffari. Basta abusivismo selvaggio. Non è possibile vedere decine di autobus privati vagare per la città, e parcheggiare senza problemi dove vogliono». «Ben vengano i regolamenti per portare ordine nel settore – commentano da Napoli City Sightseeing – Già oggi i nostri percorsi, tariffari e orari sono pubblici. I nostri bus partono sempre puntualmente, che ci siano 20 passeggeri o uno solo».


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Lunedì 16 Ottobre 2017, 23:55 - Ultimo aggiornamento: 17-10-2017 11:01
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