Sant'Agnello, l'Arpac: boom
di batteri del golfo del Pecoriello

di Ciriaco M. Viggiano

SANT'AGNELLO - Un livello di batteri fecali 50 volte superiore alla norma: è quanto rilevato dai tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpac) in una pozza a pochi metri dal mare che bagna il golfo del Pecoriello. Il responso dei test segue la denuncia con cui, il 27 maggio scorso, il Wwf Terre del Tirreno aveva segnalato un'ingente fuoriuscita di liquami dal canale della condotta che corre al di sotto di viale dei Pini e sbocca proprio nella zona del Pecoriello. Lo sversamento, secondo quanto ricostruito dagli ambientalisti, si era protratto per diversi giorni trasportando tonnellate di reflui nel golfo: sulla natura di quelle sostanze, adesso, non sembrano esserci più dubbi.

Nei giorni scorsi due tecnici dell'Arpac hanno effettuato un sopralluogo di ispezione, verifica e controllo sulla spiaggia santanellese per poi prelevare alcuni campioni di acqua da una pozza al di sotto di uno scarico del troppo pieno. Nonostante la qualità del mare a breve distanza sia risultata nella norma, oggi le analisi hanno rivelato la presenza di 260mila unità di escherichia coli in 100 millilitri di acqua contenuta nella pozza: una concetrazione circa 50 volte superiore al limite fissato dalla legge, cioè 5mila. In più, nella loro relazione, i tecnici dell'Arpac hanno riscontrato «un odore proveniente presumibilmente da reflui civili». Quanto basta per far scattare l'allarme inquinamento nella zona del Pecoriello.

«L’Arpac conferma la qualità dei liquami finiti sulla spiaggia e a mare - dichiara Claudio d’Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno – È inconfutabile la bomba ecologica rappresentata dalle pozze sull’arenile e causata, per l’ennesima volta, dal troppo pieno della condotta». La notizia arriva proprio mentre la penisola sorrentina si appresta a festeggiare l'assegnazione della Bandiera Blu a Sorrento e Piano di Sorrento: «Nel frattempo - conclude d'Esposito - le pozze luride continueranno a rilasciare sostanze inquinamenti nella sabbia e a rendere il mare sempre più torbido e schiumoso. Tutto ciò contribuisce a creare una situazione di rischio igienico-sanitario su una spiaggia raggiunta via mare da ignari canoisti e diportisti, oltre che a danneggiare il paesaggio e l'ambiente. Bisogna attivare al più presto le procedure di messa in sicurezza dell’area attraverso la bonifica e la sanificazione dell’arenile e, per tutelare salute pubblica, l’interdizione con emissione di un divieto di transito e sbarco».

Sulla vicenda interviene anche la Gori, società consortile che gestisce le risorse idriche in penisola sorrentina: "Il 27 maggio, dopo aver ricevuto la segnalazione del guasto dalla Capitaneria di porto, i nostri tecnici hanno raggiunto la zona del Pecoriello nel giro di due ore. Gli interventi di eliminazione dello sversamento fognario sono stati completati nella tarda mattinata successiva alla presenza degli uomini della Capitaneria, con i quali si è deciso di avviare un’attività di verifiche congiunte su tutto il rivo Pecoriello". Controlli che hanno portato alla scoperta della causa dello sversamento: l'otturazione della fogna nera, in prossimità di una spalletta del rivolo San Filippo, che determinava la presenza di reflui nel rivo. "Questi liquami non finivano in mare perché intercettanti e convogliati a depurazione tramite un collegamento di recupero del rivo alla condotta comprensoriale - continuano dalla Gori - L'otturazione è stata prontamente eliminata con l'ausilio di autoespurgo e quindi è stato ripristinato il funzionamento della rete con conseguenziale lavaggio e bonifica dell'area interessata dallo sversamento nel giro di poche ore. In ogni caso, l'azienda ha già avviato un confronto con il Comune per valutare un eventuale intervento di sanificazione della spiaggia".


 
Giovedì 14 Giugno 2018, 16:20 - Ultimo aggiornamento: 15-06-2018 12:53
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