Un market della droga davanti al Comune di San Giorgio: le donne al comando del clan

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di Dario Sautto

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SAN GIORGIO A CREMANO - «Se abbiamo torto noi, ci facciamo dare ragione». Immacolata Iattarelli, 55 anni, aveva le idee chiare. La moglie di Ciro Troia alias «Gelsomino», insieme con i figli Francesco e soprattutto Vincenzo detto «'o tumore», 29 e 38 anni, aveva imposto il monopolio nelle piazze di spaccio di San Giorgio a Cremano. Era lei, insieme alla nuora 27enne Concetta Aprea, a gestire il clan e la cassa, visto che ormai i Troia sono detenuti da cinque anni. Ieri mattina, 130 uomini del comando provinciale dei carabinieri di Napoli hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Giovanna Pollio del tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale Antimafia nei confronti di 39 persone (32 in carcere, una ai domiciliari e sei divieti di dimora), accusate a vario titolo di associazione di tipo mafioso e di associazione dedita allo spaccio di stupefacenti e di banconote false. «Questa inchiesta ha dimostrato la presenza e la forza del clan Troia a San Giorgio, con due donne che gestivano la cassa e le mensilità», spiega il colonnello Filippo Melchiorre, comandante del gruppo carabinieri di Torre Annunziata. Questo in alleanza con i Rinaldi e i Reale di San Giovanni a Teduccio, e in contrasto con gli Abate e i D'Amico.
 

Le indagini, condotte tra il 2010 e il 2016 dai carabinieri della stazione di San Giorgio a Cremano (luogotenente Gerardo Avolio) e della compagnia di Torre del Greco (capitano Emanuele Corda), hanno permesso di ricostruire tutta l'organizzazione che gestiva ormai autonomamente proprio dal clan Abate dei «cavallari» i rifornimenti di cocaina, crack, marijuana e hashish per otto piazze di spaccio cittadine. La principale aveva il suo quartier generale in un centro scommesse nei pressi del centro e la vendita di droga avveniva praticamente davanti al municipio di San Giorgio a Cremano, a favore di telecamere. Ruolo importante era rivestito da un minorenne, il 17enne R.F., che andava in giro armato, prendeva ordinazioni, gestiva le consegne e aveva a che fare direttamente con i gestori delle piazze.
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Mercoledì 13 Dicembre 2017, 13:02 - Ultimo aggiornamento: 13-12-2017 13:02
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