Rifiuti, da Ue il conto alla rovescia
contro la Campania dei «no»

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di Daniela De Crescenzo

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«Presidentissimo, cosa hai fatto dei soldi stanziati dal governo per ripulire la terra dei Fuochi?»: Matteo Renzi mercoledì ha apostrofato De Luca dal palco di Castelvolturno, chiedendo conto di un fronte, quello dei rifiuti, che continua a essere caldissimo. Anche perché dalla Biopro, la società incaricata da Bruxelles di valutare il piano inviato dalla Regione Campania all'Europa, non è arrivato il giudizio positivo che ci si aspettava: secondo gli esperti siamo ancora lontani dalla sufficienza ed è difficile prevedere quando ci libereremo della multa di 120 mila euro al giorno che continuiamo a pagare.

Dal campo di battaglia, poi, arrivano diversi segnali, e nessuno è troppo rassicurante. I siti di compostaggio programmati non decollano e ieri Battipaglia è stata paralizzata da una manifestazione di massa, guidata dal sindaco Cecilia Francese, per dire no al nuovo capannone previsto dalla Regione. Intanto gli impianti di tritovagliatura (i cosiddetti Stir) sono ormai pieni e per smaltire la frazione umida la Società della Citta Metropolitana di Napoli ha ottenuto l'autorizzazione regionale a utilizzare anche il termovalorizzatore di Acerra. La raccolta differenziata si è attestata, sono dati Ispra, al di sotto della percentuale prevista dal Piano rifiuti. Finora sono state smaltite meno di centomila tonnellate di balle: ne restano in Campania quasi sei milioni: dovevano sparire, secondo le prime ipotesi, entro febbraio del 2018.

I nodi da districare, dunque, sono tanti, e molti si sono intricati negli anni passati, dal periodo dell'emergenza a quello della giunta Caldoro. Per stoppare il pagamento di 120 mila euro al giorno è necessario chiudere il contenzioso con l'Europa. Il piano della Campania, è bene precisarlo, è ancora sotto esame e nulla è stato deciso. Tuttavia dalla relazione Biopro emergono elementi preoccupanti. «Il piano comprende quasi tutti i requisiti obbligatori dell'articolo 28 della direttiva Rifiuti», è la prima confortante constatazione dei consulenti di Bruxelles. Ma poi viene il boccone amaro: «Tuttavia, le informazioni fornite in merito alla valutazione della necessità di nuovi sistemi di raccolta sono considerate troppo vaghe in quanto individuano le principali misure senza fornire ulteriori dettagli o linee guida su come queste misure debbano essere attuate». A causa delle informazioni vaghe su questo criterio, il Piano è classificato come «non conforme». Una vicenda, quella europea, sulla quale si concentra l'attenzione dell'attuale opposizione. L'ex governatore Stefano Caldoro, Armando Cesaro, capogruppo in Consiglio regionale della Campania e Giovanni Romano, responsabile regionale Ambiente FI, hanno consegnato ieri tre dossier sul tema rifiuti alla Commissione europea, al Parlamento ed alla Corte dei Conti europea. Come è spiegato in una nota i fascicoli riguardano: «Le carenze del nuovo piano rifiuti delle regione Campania, il sostanziale blocco della rimozione delle ecoballe e le gravi anomalie e illegalità nelle modalità di espletamento del servizio». Ma gli amministratori regionali restano fiduciosi e proprio per discutere della multa Ue il 5 dicembre il vicepresidente della Giunta Regionale, Fulvio Bonavitacola, incontrerà il dipartimento delle politiche europee che si occupa delle procedura d'infrazione.

In Campania c'è un solo termovalorizzatore (ne erano previsti tre ma le proteste dei cittadini e degli amministratori, a cominciare da quelli di Napoli, li hanno bloccati). La giunta De Luca ha deciso di archiviare del tutto ogni ipotesi di realizzarne altri e ha puntato dritto su differenziata e compostaggio, aprendo finora solo due piccoli siti di compostaggio. Funzionano, invece, cinque impianti di tritovagliatura. Complessivamente una dotazione insufficiente a smaltire l'intera produzione di rifiuti della Regione, tanto che dal 2009 vanno avanti i tour della spazzatura che permettono di portare l'immondizia separata in due frazioni (la secca e la umida) nelle altre regioni italiane. Secondo l'ultimo rapporto Ispra nel 2016 abbiamo esportato più di un milione di tonnellate di rifiuti, diecimila tonnellate in più rispetto all'anno precedente. Considerando che i costi difficilmente sono inferiori ai 150 euro a tonnellata, si calcola una spesa superiore ai 150 milioni di euro.

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Venerdì 24 Novembre 2017, 09:11 - Ultimo aggiornamento: 24-11-2017 12:14
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5 di 6 commenti presenti
2017-11-24 15:08:48
aggiungo. lei scrive: "La giunta De Luca ha deciso di archiviare del tutto ogni ipotesi di realizzarne altri (di nominalmente termovalorizzatori) e ha puntato dritto su differenziata e compostaggio, aprendo finora solo due piccoli siti di compostaggio. Funzionano, invece, cinque impianti di tritovagliatura". bene. allora va spiegato: a) a cosa DOVREBBE servire la differenziata b) cos’è il compost e perché DA SOLO non, ripeto NON, esaurisce lo smaltimento; di conseguenza c) dove va a finire il resto della monnezza NON destinabile al compost e, di conseguenza d) cos’è la tritovagliatura, in che si differenzia dalla termovalorizzazione e dalla “semplice” inceneritura, e, soprattutto, dove finisce il “tritovagliato”. Giacchè si trova: va spiegato SE quello di Acerra è un impianto paragonabile a quelli (anche qui evocati) di Vienna, Milano, ecc. se NO, perché. Ps. Fatto 30, facciamo 31: in che condizioni sono savignano irpino e chiaiano?
2017-11-24 18:18:01
Scusami...secondo tè perchè in Campania non c'è un termovalorizzatore come c'è, ad esempio a Milano, o a Brescia dove col teleriscaldamento prodotto dai rifiuti, miglialia di bresciani si riscaldano d'inverno? Nel cento di Vienna...no, dico VIENNAAAA...la citta' di Maria Teresa d'Austria, c'è un termovalorizzatore che permette alla citta' di non avere la "monnezza" di Napoli per strada...Probabilmente perchè per lo Stato italiano, Noi (campani) siamo spazzatura organica che non merita niente e dobbiamo affogare nel percolato, mentre la "razza superiore" che vive da Roma in su, merita la pulizia. Come si fa' a non invocare l'ISIS su Palazzo Chigi !!! Me lo dite?
2017-11-24 14:41:19
"chi dimentica il passato è condannato a riviverlo". è vero che tale frase è riferita a qualcosa di incommensurabilmente più tragico (è all'ingresso del museo di dachau), ma aderisce alla perfezione a quanto sta per riproporsi in campania. singolare coincidenza: nell'esatto decennale del Grande Scuorno dell'Apocalisse Monnezza di fine 2007 - inizi 2008. Dunque, prima di cominciare a dare addosso ai presunti, RIPETO PRESUNTI, "quelli che dicono no a prescindere perciò la colpa è loro", sarebbe corretto rispondere alle seguenti domande: 1) quello di acerra è DAVVERO un termovalorizzatore? E se sì, dove e come va a finire la (presunta) valorizzazione della monnezza in esso trattata? 2) sono state DAVVERO chiuse le discariche (chiusura che, IN TEORIA, era obiettivo finale e punto di partenza di TUTTI i piani rifiuti elaborati dal '94 al 2008)? e se sono ancora aperte, QUALI? e se sono ancora aperte, cosa e in che legge (regionale e/o nazionale) è stato previsto in vista della loro inevitabile chiusura? perchè, ma guarda il te il caso, i "nuovi impianti" (tipo quello di caserta), ogni mese cambiano denominazione? basta sfogliare la collezione del mattino dei mesi passati: come è possibile che, se esiste un piano, lo stesso piano l'unica cosa certa che prevede e "un impianto" purchessia che di volta in volta cambia struttura (l'ultima versione di quello di caserta è che non è più termovalorizzatore ma "biogestore")? gli impianti di compostaggio producono DAVVERO compost? e dove va a finire la vagliatura tritata degli impianti nominalmente a ciò destinati? per ora mi fermo qui. Non prima di ricordare che le domande sopra poste non sono illazioni ma fatti oggettivi.
2017-11-24 13:48:23
"chi dimentica il passato è condannato a riviverlo". è vero che tale frase è riferita a qualcosa di incommensurabilmente più tragico (è all'ingresso del museo di dachau), ma aderisce alla perfezione a quanto sta per riproporsi in campania. singolare coincidenza: nell'esatto decennale del Grande Scuorno dell'Apocalisse Monnezza di fine 2007 - inizi 2008. Dunque, prima di cominciare a dare addosso ai presunti, RIPETO PRESUNTI, "quelli che dicono no a prescindere perciò la colpa è loro", sarebbe corretto rispondere alle seguenti domande: 1) quello di acerra è DAVVERO un termovalorizzatore? E se sì, dove e come va a finire la (presunta) valorizzazione della monnezza in esso trattata? 2) sono state DAVVERO chiuse le discariche (chiusura che, IN TEORIA, era obiettivo finale e punto di partenza di TUTTI i piani rifiuti elaborati dal '94 al 2008)? e se sono ancora aperte, QUALI? e se sono ancora aperte, cosa e in che legge (regionale e/o nazionale) è stato previsto in vista della loro inevitabile chiusura? perchè, ma guarda il te il caso, i "nuovi impianti" (tipo quello di caserta), ogni mese cambiano denominazione? basta sfogliare la collezione del mattino dei mesi passati: come è possibile che, se esiste un piano, lo stesso piano l'unica cosa certa che prevede e "un impianto" purchessia che di volta in volta cambia struttura (l'ultima versione di quello di caserta è che non è più termovalorizzatore ma "biogestore")? gli impianti di compostaggio producono DAVVERO compost? e dove va a finire la vagliatura tritata degli impianti nominalmente a ciò destinati? per ora mi fermo qui. Non prima di ricordare che le domande sopra poste non sono illazioni ma fatti oggettivi.
2017-11-24 12:41:42
...forse perchè è più facile "cavalcarne" l'onda, anche se anomala, degli "affarucci" locali piuttosto che assumersi le responsabilità evolutive conseguenziali del proprio, ma in modo "giusto", ruolo. Siamo un popolo che ha bisogno, costantemente, che "qualcuno" ci prometta sempre risoluzioni che mai avverranno perchè, se mai avvenissero, non si avrebbe così la possibilità di essere eletti: è un circuito ( anche se più opportuno definirlo corto-circuito ) che ruota su se stesso a "vuoto" in una spirale neutra col beneplacito popolare...

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