Ragazza drogata e stuprata, resta in carcere il ristoratore

di Ciriaco M. Viggiano

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Resta in cella a Poggioreale, dove è rinchiuso dal 4 dicembre scorso con un'accusa pesante: quella di aver narcotizzato una 22enne di Piano di Sorrento, somministrandole la cosiddetta «droga da stupro», per poi violentarla. Mario Pepe, il 56enne titolare di un locale nel centro di Sorrento, si è visto respingere dal Tribunale della libertà di Napoli l'istanza di scarcerazione. Ai domiciliari Chiara Esposito, la 23enne arrestata insieme al ristoratore con l'accusa di esserne stata complice.

L'INCHIESTA
Le motivazioni della decisione non sono ancora note. Stando a quanto trapela da ambienti giudiziari, comunque, il Riesame avrebbe tenuto conto di un aspetto: oltre a drogare e abusare sessualmente della vittima, Pepe avrebbe offerto o ceduto cocaina a giovani frequentatori del suo locale in cinque circostanze comprese tra il 12 novembre 2016 e il 9 dicembre 2017. Episodi che renderebbero ancora necessaria la permanenza in carcere del 56enne, assistito dagli avvocati Danilo Di Maio e Giuseppe Esposito. I giudici si sono mostrati più clementi, invece, con Chiara Esposito, difesa dal penalista Francesco Cappiello, alla quale viene contestato il concorso nella violenza sessuale e in un solo caso di cessione di cocaina. Finora i due indagati sono rimasti in silenzio davanti ai magistrati. Negli ultimi giorni, però, attraverso i propri avvocati, Pepe ha chiesto di essere ascoltato dal pm Emilio Prisco. Le sue dichiarazioni potrebbero offrire spunti interessanti a inquirenti e investigatori, impegnati in un'inchiesta capace di offrire nuovi colpi di scena.

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Venerdì 11 Gennaio 2019, 10:32
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