Esplosione ai Quartieri, s'indaga
​Antonio e la sorella restano gravi

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di Giuseppe Crimaldi

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Più ombre che luci. A ventiquattr’ore dalla morte di Rita Recchione causata dallo scoppio di una bombola di gas all’interno dell’appartamento alla Pignasecca, il quadro investigativo si presenta confuso: molti i dubbi e poche le certezze utili a ricostruire gli ultimi momenti di follia del figlio della vittima, Antonio Cavalieri, 34enne affetto da problemi psichici. È lui che avrebbe cosparso di liquido infiammabile la bombola di gas che era in cucina e che poi - con un innesco di fortuna - è saltata in aria devastando anche altre parti dell’immobile. E tuttavia ombre e dubbi, pur in maggioranza, riguardano questioni di contorno. Mentre si radica anche negli inquirenti la certezza più importante: e cioè che a scatenare l’inferno in quella casa sia stato il figlio della vittima. Ma procediamo con ordine.

I FERITI
Restano gravi ma stazionarie le condizioni dei due feriti ricoverati al Vecchio Pellegrini. Sono i figli della 65enne, Antinio e Francesca. Il primo - stando alle convergenti dichiarazioni dei vicini di casa, già ascoltati ieri dalla polizia avrebbe più volte minacciato di far saltare in aria l’abitazione al terzo piano di via Don Minzoni se si fosse concretizzata l’ipotesi dello sfratto da parte del proprietario. L’arrivo - sempre ieri mattina - dell’ufficiale giudiziario ha scatenato la furia, trasformando quelli che erano solo propositi in tragedia.

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Martedì 18 Settembre 2018, 23:59 - Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 16:14
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