Capodanno a Pozzuoli e dintorni,
la grande notte del mercato ittico

di Pasquale Guardascione

E' iniziata ieri e si concluderà domani sera alle 17 la 48 ore non stop al mercato ittico di via Fasano a Pozzuoli. E' una tappa obbligatoria, soprattutto nelle festività natalizie e in particolar modo nella notte che precede quella di San Silvestro. E' ormai abitudine per gli uomini di famiglia andare nella cittadina puteolana a comprare il pesce e i frutti di mare per il grande cenone di fine anno. Ma non sono solo persone residenti nei Campi Flegrei o nella provincia di Napoli a recarsi al mercato ittico puteolano, addirittura anche dalle altre province della Campania e perfino dal basso Lazio e da alcune zone del Molise. "Girando per l'Europa ho visto diversi mercati del pesce, come quello di Marsiglia, che cercano di trasformare in vera e propria attrazione turistica, ma per me nessuno  potrà mai essere come quello di Pozzuoli - spiegano Alessandro Lancellotti e la moglie Cecilia Cavalli, entrambi della provincia di Caserta -. Sarà che ci siamo legati per le tradizioni di famiglia. Il pesce viene sistemato sui banchi, appena pescato, freschissimo, a volte ancora vivo. Si tratta di uno dei luoghi in cui l'essenza di Pozzuoli e della cucina puteolana si respira a pieni polmoni, e che per me significa le festività natalizie".
 
 

Il mercato rappresenta una particolare attrattiva per i turisti e visitatori dell'area flegrea e di Napoli, che possono così spendere le prossime ore della notte che precede San Silvestro in cerca del miglior pescato, tra un caffè e una chiacchiera coi pescatori. Quel che è certo è che il mercato del pesce di Pozzuoli rimane uno dei principali centri campani per le spese ittiche. Vero e proprio luogo di culto per i professionisti della cucina ma anche per i semplici curiosi, insomma è uno di quei luoghi dove poter respirare a pieni polmoni la tradizione puteolana. Il fascino dell'andirivieni notturno cancella i talvolta fastidiosi odori del pesce che da queste parti raggiunge ottimi livelli di qualità. Non è un caso che il mercato sia letteralmente preso d'assalto nei giorni di festa come Natale e appunto a Capodanno e, comunque, in ogni periodo dell'anno in cui la tradizione suggerisca portate di mare.

Tantissimi gli stand allestiti dai vari pescatori puteolani. Un connubio di colori e freschezza dove si può toccare e respirare con mano gli odori e i sapori del mare. In bella mostra le tante "spaselle" di orate, spigole, cocci, cernie, dentici, gallinelle, merluzzi, ombrine, pagelli, razze, palombi, salmoni, saraghi, calamari e polpi. C'è la possibilità di spendere per tutte le tasche. Si vai dai 35 euro per un orata o astice di prima qualità, ai 7 euro per un'orata importata dalla Grecia e ai 15 euro per un misto di frittura. Chi ha intenzione di mangiare, invece, dei polpi veraci deve spendere non meno di 30 euro, mentre, un calamaro fresco si aggira sui 25 euro al chilo. 
Non da meno anche i frutti di mare, si trova di tutto cannolicchi, fasolari, cozze, vongole, lumachine, murici, ostriche, tartufi di mare e telline.

Anche qui i prezzi sono molto variegati, si va dai 3 euro per un chilo di cozze paesane ai 40 euro per le vongole veraci. Con 14 euro, invece, si possono acquistare un chilo di fasolari o vongole coltivate, a12 euro i lupini, a 16 euro cannolicchi, telline e lumachine. Mentre, le ostriche a 10 euro. E non poteva mancare il capitone per il quale bisogna spendere tra i 18 e i 20 euro al chilo. "Se si acquista a meno di questo prezzo vuol dire che non è un capitone - afferma Nicola, un pescatore puteolano -. Si può fare confusione con il gorgo, che però c’ha il muso meno a punta e sa di poco".
Sabato 30 Dicembre 2017, 19:27 - Ultimo aggiornamento: 30-12-2017 20:07
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