Porte aperte a ladri e teppisti nell'archivio storico del 118 a Napoli

di Melina Chiapparino

Entrare è un gioco da ragazzi. Non c'è vigilanza, non ci sono telecamere e le porte sono aperte. Un ladro non avrebbe ostacoli. Difficile da credere eppure ad essere totalmente indifesa ed alla mercè di teppisti e delinquenti è la sede dell'archivio del 118. Si tratta della struttura che ospita la centrale informatica più importante della Campania e la sua memoria storica: abbandonata in uno stanzone con faldoni e cartelle ammassati, sparpagliati sul pavimento e soprattutto incustoditi. Gli spazi dedicati ai preziosi documenti che contengono dati sensibili e documentano l'attività della centrale a partire dal 2007, si trovano al piano sotterraneo della palazzina che ospita la centrale 118 nel plesso dell'Ospedale del Mare, a Ponticelli.

Da 10 giorni, l'intera centrale che fino a poco tempo fa era allestita all'interno della palazzina Dea del Cardarelli, archivio compreso, si trova nell'edificio su tre livelli che non è inglobato nel complesso di edifici dedicato agli ambulatori e all'assistenza sanitaria ma è collegato ad esso da un ponte. Al piano terra della palazzina si trovano le postazioni attrezzate con i computer e dedicate agli operatori del 118, gli uffici e tutti i presidi della centrale, mentre al livello inferiore a cui si accede tramite una scala o un ascensore, anch'essi non sorvegliati, c'è l'archivio o almeno ci dovrebbe essere il luogo deputato alla tutela e alla conservazione degli incartamenti prodotti dal 118.
A differenza di quello che ci si aspetta, chiunque può entrare e uscire dalla stanza dove sono ammassati i faldoni su cui si legge la scritta «eliambulanza», in riferimento agli interventi con i mezzi speciali del 118, o ancora Core, in riferimento al centro operativo regionale, o ancora ci sono le liste delle postazioni della ambulanze a Napoli e sono centinaia le scritte sugli scatoloni che racchiudono anni di attività archiviata in maniera certosina e buttata là senza telecamere, né vigilanza.

Una volta dentro sarebbe impresa facile rubare i faldoni e metterli in uno zaino, allontanandosi indisturbati dalla palazzina. Sulle condizioni dell'archivio non mancano le precisazioni di Giuseppe Galano, da sette anni responsabile e direttore della centrale operativa del 118 che getta acqua sul fuoco. «L'archivio della centrale è informatico, dal momento che tutte le operazioni e le documentazioni sulle attività svolte sono registrate e catalogate nei terminali, non manipolabili e a disposizione delle autorità - specifica Galano -. La maggior parte del materiale cartaceo riguarda comunicazioni interne e la loro attuale ubicazione è momentanea perché il trasloco della centrale operativa è ancora in corso».

In pratica, solo dal 21 ottobre secondo quanto confermato dai vertici dell'Asl Napoli 1 si potrà considerare di fatto avvenuto il trasferimento della centrale e anche l'archivio è in attesa di un'organizzazione razionale dei faldoni che saranno gestiti successivamente dalla società che si occupa della scannerizzazione e della catalogazione dei documenti da conservare, a differenza degli altri che, una volta giudicati superflui, saranno destinati al macero.
«La nostra priorità è stata far funzionare il servizio, fisicamente allestito dal 2 ottobre nella struttura di Ponticelli - continua Galano - a questa fase di trasloco seguirà la necessità di personale dedicato e della vera archiviazione ma sulla necessità di garantire la sicurezza di questi spazi ho fatto diverse segnalazioni». In realtà, nella stessa Asl Napoli 1 esiste un altro archivio all'interno dell'ospedale San Gennaro che è presidiato e chiuso a chiave come sottolinea Ercole Rossi, ex responsabile dell'autoparco Asl che si è occupato di archiviare i documenti dell'attività 118 dal 2000 al 2014, tempi in cui si facevano doppie copie degli atti sia per la centrale operativa che per il servizio di autoparco.

«La sorveglianza è assolutamente necessaria sia attiva attraverso le guardie giurate sia indiretta con telecamere di sorveglianza e porte appositamente dedicate a questi luoghi, per questo motivo ho preteso e ottenuto la guardiania almeno notturna - conclude Galano - la centrale 118 è un obiettivo sensibile e va tutelata in questo ho trovato grande attenzione e sensibilità da parte di Forlenza». Per il momento la vigilanza presidia la palazzina solo dalle 23.30 alle 7, il resto della giornata è un gioco da ragazzi violare i luoghi.
Venerdì 13 Ottobre 2017, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2017 10:16

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1 di 1 commenti presenti
2017-10-13 14:45:10
la sciatteria non ha limiti l'organizzazione la dirigenza sanitaria deve sempre contraddistinguersi per la propria incapacità. Ma se il reclutamento avviene con le attuali modalità non dobbiamo poi lamentarci dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti.Questa società attuale sta generando dei mostri ma sembra non accorgersene.

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