Napoli, scuola vandalizzata
due volte in quindici giorni

di Mariagiovanna Capone

I libri non li hanno toccati. La cultura non ha mercato o forse gli individui che hanno devastato l’Istituto comprensivo Toti Borsi Giurleo non ne hanno capito il valore simbolico. Fatto sta che questa scuola di Ponticelli, periferia est di Napoli, è ormai un bersaglio fisso per vandali e ladruncoli che non hanno nient'altro da fare che prelevare materiale didattico e tecnologico da rivendere sul mercato nero. Nelle ultime due settimane si sono verificate due infrazioni accompagnate da atti di vandalismo, entrambe dopo manifestazioni pubbliche. Impossibile non pensare a un sopralluogo durante gli eventi in cui la scuola apre le porte alle famiglie e alla cittadinanza. Sono stati asportati proiettori di diverse Lim, computer e impianti dell’aula polifunzionale, dove da sempre si svolgono attività laboratoriali, manifestazioni e incontri per il personale docente. La dirigente scolastica Tania Vece è avvilita per il suo istituto «depredato, sotto attacco». Ha scritto una lettera accorata alle famiglie in cui ha voluto mettere nero su bianco che dopo episodi così ravvicinati si era impossibilitati a «poter consentire un’adeguata e serena conclusione dell’anno scolastico, che rendesse merito e giustizia agli sforzi che l’intera comunità scolastica ha fatto per accrescere la propria offerta formativa, pur nelle tante difficoltà organizzative e gestionali».

Ogni proiettore ha un costo di 500-600 euro e venderlo non è un problema. Ma non è il valore economico bensì quello simbolico a essere in grave pericolo. Ricomprarli ora però non avrebbe senso secondo Vece perché «permetteremo a questi delinquenti di ripetere il reato. È già successo, qui da me come in altre scuole. Occorre migliorare la sicurezza della scuola». Dei 12 mila euro all'anno, con cui la scuola acquista materiale didattico e quanto occorre all'iter amministrativo dell'istituto, almeno 4 mila dovranno essere investiti per acquistare un nuovo impianto di sorveglianza. «Non sono convinta nemmeno che possa bastare» insiste la preside. «Non siamo gli unici istituti depredati, ma tutti quelli che insistono tra Barra, Ponticelli e San Giovanni hanno subito uno o più furti in un anno. Il problema è serio». Nei mesi scorsi c'era stato un incontro con il direttore dell'Ufficio regionale scolastico Luisa Franzese che «si era impegnata per evidenziare a prefetto e questore la problematica che affligge le scuole napoletane». Ma a oggi non pare che sia stato creato nessun piano né elaborato un incontro collettivo con le presidi per ascoltare le loro difficoltà sulla mancanza di sicurezza. Il prossimo anno scolastico i bambini dovranno quindi arrangiarsi. Niente lavagna luminosa o materiale didattico avanzato acquistato con fatica nel corso degli anni. «La problematica ha assunto dimensioni preoccupanti tali da compromettere la progettazione dell’Istituto e l’organizzazione generale delle attività della scuola» sentenzia con amarezza la preside Vece.
Domenica 18 Giugno 2017, 18:57 - Ultimo aggiornamento: 18-06-2017 18:57
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