Pompei, la disfida dei tavolini: Osanna li boccia tutti

di Susy Malafronte

POMPEI - Stop a tavolini e ombrelloni di bar e ristoranti davanti al Santuario e agli Scavi. Il direttore dell'area archeologica Massimo Osanna intima al Comune di revocare le occupazioni di suolo pubblico già concesse e di bloccare le pratiche in esame: a suo giudizio «danneggiano il decoro urbano». Un duro colpo per l'economia che ruota intorno al turismo «mordi e fuggi», tanto che i commercianti, scesi subito sul piede di guerra, parlano di pesanti ripercussioni tra mancati guadagni e licenziamento degli stagionali. Immediata anche l'eco politica: i consiglieri di opposizione hanno rivolto una interrogazione al sindaco ritenendo «illegittima» la richiesta di Osanna.

La lettera del direttore del Parco, per la precisione, è stata inviata alla polizia municipale: si chiede di verificare le istanze «assumendo prioritariamente la finalità di riqualificare il territorio e assicurare il decoro delle aree tutelate» dal codice dei Beni culturali e del Paesaggio. Osanna invita il Comune, invocando lo spirito di una reciproca collaborazione tra istituzioni, ad «effettuare le verifiche di legittimità» delle autorizzazioni passate e future nelle piazze che si aprono nei pressi delle biglietterie degli Scavi (piazza Marina Inferiore, piazza Immacolata, piazza Anfiteatro) ma anche in piazza Bartolo Longo, antistante il Santuario. Osanna rammenta inoltre ai caschi bianchi le istanze di occupazione di suolo pubblico dovranno essere «preventivamente» inviate alla sua attenzione.
Questa presa di posizione ha di fatto bloccato tutto il comparto del terzo settore che puntava sul rilancio dell'economia con l'arrivo dell'alta stagione turistica.
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Lunedì 16 Aprile 2018, 08:27 - Ultimo aggiornamento: 16-04-2018 09:53
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