Pizza impastata dai robot e surgelata: la reazione (anche violenta) dei napoletani | Video

Un cliente getta la pizza surgelata in faccia al cameriere
di Gennaro Morra

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La notizia circola già da un paio di settimane: Nestlè Italia, con il sostegno del governo e della Regione Campania, sta trasformando lo stabilimento Buitoni di Benevento affinché diventi l’hub internazionale della pizza surgelata. Un progetto che prevede un investimento di 50 milioni di euro – in parte finanziati da un accordo stipulato con il Ministero dello Sviluppo Economico (attraverso Invitalia) e palazzo Santa Lucia – in un impianto industriale che, quando nel 2020 entrerà a regime, potrà produrre 350 pizze al minuto, incrementando di 150 unità l’organico impiegato, che attualmente ne conta un centinaio. Un programma che muove dall’idea dei vertici della multinazionale di portare la vera pizza napoletana nei freezer di tutta Europa e anche oltre, ma che non ha raccolto il favore proprio di tutti.
 
Infatti, se le istituzioni locali e nazionali hanno appoggiato e promosso l’iniziativa di Nestlè Italia, per il contributo che potrà apportare allo sviluppo economico della regione, da altre parti si è registrata una levata di scudi in difesa della pizza made in Naples, che nulla avrebbe a che fare con un prodotto realizzato da macchine industriali e distribuito come un surgelato.
 
Il primo a scendere in campo è stato l’avvocato Angelo Pisani, presidente di Noiconsumatori: «Basta con lo sfruttamento delle sane tradizioni campane: solo spot pubblicitari e vantaggi per i soliti ricchi – ha dichiarato il professionista –. L'ultima trovata di Governo e Regione che, anziché aiutare gli italiani, finanziano le multinazionali che "sfruttano" il territorio, commercializzando e promuovendo la pizza congelata invece dei noti prodotti e tradizioni locali». E, insieme al pizzaiolo Luciano Sorbillo, ha annunciato l’istituzione di un comitato per la tutela della pizza napoletana.
 
Poi, negli ultimi giorni i napoletani hanno tirato fuori la solita ironia per dire no alla pizza impastata dai robot e distribuita sotto lo zero termico. Sulla pagina di Facebook “Pizza napoletana” è apparso un video ambientato in un ristorante, dove ai clienti viene servita una pizza industriale. Una candid camera girata per registrarne la reazione, che spesso è esilarante, ma a volte risulta essere piuttosto violenta.

La clip, pubblicata quattro giorni fa, è già stata vista più di 900mila volte, raccogliendo quasi 10mila reazioni e oltre 11mila condivisioni. E a chi, tra i tanti utenti che hanno commentato il video, fa notare che le pizze industriali sono destinate al consumo domestico, i gestori della pagina rispondono: «Il video è chiaramente ironico, sappiamo benissimo che al momento quelle pizze non vengono servite in pizzeria, ma alla fine la realtà supera sempre la fantasia e continuare a distribuire in tutto il mondo quella roba, pubblicizzandola come vera pizza napoletana, e investire soldi pubblici per supportarne la produzione, mentre le pizzerie locali arrancano, potrebbe trasformare l'assurdità di questo video in una realtà diffusa, perdendo con il tempo l'arte e la tradizione della vera pizza napoletana».
 
 
Martedì 26 Settembre 2017, 19:33 - Ultimo aggiornamento: 27-09-2017 09:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2017-09-26 23:22:11
Stiano tranquilli l'avvocato Pisani e il sig. Sorbillo... solo uno stupido può pensare che la pizza surgelata possa essere migliore di una artigianale. E se fossi in loro eviterei di demonizzare uno stabilimento che da lavoro attualmente a più di 100 persone.
2017-09-26 22:49:05
I più grandi produttori di pizza surgelate sono nel nord Italia e danno lavoro a centinaia di persone.il piu' grande produttore mondiale di pizze è la inglese Cameo.Detto questo aprire un'industria di pizze surgelate in Campania,non sottrarrà nemmeno un cliente alle pizzerie tradizionali,chi ama quelle surgelate è tutt'altro pubblico.In questo caso ci troviamo di fronte da una campata in aria difesa delle tradizioni ed ad uba vera miopia economica.La Nestle se non apre in Campania,apre ovunque e se ne frega altamente di noi e delle nostre ubbie precapitalistiche,e noi rimaniamo con qualche centinaio di disoccupati sul groppone.

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