Pasticcio Collana, addio Universiadi
«Possono intervenire solo i privati»

di Fulvio Scarlata

È fuori dal programma per le Universiadi, fuori dai finanziamenti della Regione, fuori dalla ristrutturazione con i poteri straordinari affidati al commissario prefettizio: si fermano i pochi lavori in corso allo stadio Collana affidato, da una sentenza del Consiglio di Stato, ai privati della «Giano». Sarà solo la società di Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara che potrà intervenire per riqualificare la struttura con propri investimenti e con progetti che devono essere approvati dal Comune. L’assessore Ciro Borriello spiega: «Il pronunciamento del Consiglio di Stato apre scenari nuovi, subito un incontro con i privati per salvare le associazioni sportive e l’inserimento dello stadio nelle Universiadi».
All’Agenzia regionale per le Universiadi già si lavora per trovare una struttura alternativa al «Collana». Nello stadio del Vomero, infatti, erano previsti gli allenamenti per l’atletica e il rugby e con questo ruolo l’impianto era stato inserito nel programma delle Universiadi con un finanziamento di 12 milioni per metterlo in sicurezza, ristrutturare le palestre, il campo da basket (con un secondo campo da costruire ex novo), la pista di atletica e il campo da gioco destinato a ospitare anche le gare di atletica. La prima necessità del commissario Luisa Latella, dopo la sentenza di lunedì del Consiglio di Stato, è ridefinire il programma di Napoli 2019 e trovare un impianto alternativo a quello del Vomero.

La sentenza di lunedì è una sconfitta per la Regione di Vincenzo De Luca e, indirettamente, per il Comune di Luigi de Magistris. Per evitare la privatizzazione del Collana, secondo la richiesta del sindaco, il governatore aveva dichiarato l’impianto di interesse pubblico e su questa base aveva annullato la precedente gara d’appalto per affidarlo ai privati voluta dall’amministrazione di Stefano Caldoro. Una scelta, quella di De Luca, che il Consiglio di Stato ha bocciato. E non sembra aver valore neppure il fatto che le Universiadi siano una «manifestazione di preminente interesse nazionale», secondo la definizione del decreto legge con cui si istituiva il commissario per Napoli 2019. Anche perché negli ultimi atti del prefetto Latella il Collana non è stato proprio inserito. 
Regione sconfitta, Agenzia regionale per le Universiadi e commissario prefettizio fuori gioco, ora restano in campo la «Giano» e il Comune. La società di Cannavaro e Ferrara, infatti, dovrà provvedere alla ristrutturazione del complesso sportivo con soldi propri, ricominciando dall’inizio l’iter burocratico. Poiché alcuni interventi sono già stati eseguiti, bisogna ridefinire lo stato di consistenza dei lavori, presentare nuovi progetti e farli approvare dal Comune che già a ottobre aveva bocciato l’idea di costruire negozi e parcheggi all’interno dello stadio. 
«Il pronunciamento di un organo come il Consiglio di Stato è un dato nuovo da rispettare - dice l’assessore Ciro Borriello - Ne prendiamo atto con due priorità. La prima è garantire alle associazioni sportive che lavorano al Collana da anni di poter proseguire la loro attività. La seconda è non far perdere alla città la possibilità che il Collana sia inserito nel programma delle Universiadi. Avremo subito un incontro con la Giano». Da Palazzo San Giacomo fanno notare che nella sua sentenza il Consiglio di Stato salva sempre «l’interesse pubblico» dell’impianto e la necessità che la società privata agisca sulla base di una «convenzione con il Comune di Napoli» in cui coniugare le esigenze pubbliche e quelle economiche di Cannavaro e Ferrara. Quello che è sicuro è che si apre un lungo periodo in cui il Collana resterà chiuso. La privatizzazione di uno stadio storico come quello del Vomero, d’altra parte, è un fatto politico enorme per una maggioranza come quella di de Magistris, particolarmente attenta alla questione dei beni comuni. Bisognerà, perciò, trovare un difficile punto di equilibrio tra Giano e Comune o lo stadio resterà prigioniero dei contenziosi.

«Il pasticcio Universiadi innescato da De Luca si è completato con il Collana - dice la grillina Maria Muscarà - Nella sentenza con la quale è stata sottratta alla Regione la concessione per i prossimi 16 anni della storica struttura napoletana i giudici del Consiglio di Stato hanno sconfessato l’operato della Regione e l’accordo con il Comune. Dunque, lavori fermi e zero possibilità di inserire il Collana nelle Universiadi». «Bisogna verificare se è possibile il ricorso in Cassazione - sottolinea il verde Francesco Emilio Borrelli - C’è il rischio che questa storia finisca come quella del Palazzetto dello sport Mario Argento a Fuorigrotta che, a distanza di decenni, tra contenziosi e disastri burocratici, è ormai chiuso e in pieno degrado». «Il Collana non deve più rimanere chiuso, ed è ora di uscire dalle sedi giudiziarie, rispettando la sentenza del Consiglio di Stato e aprendo un confronto per mantenere la struttura ad uso pubblico» secondo il consigliere regionale Franco Moxedano.
Mercoledì 21 Marzo 2018, 10:11
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5 di 12 commenti presenti
2018-03-21 19:54:07
Che vergogna!! Ma i cittadini non fanno nulla per cambiare questo degrado di cui sono larga parte.
2018-03-21 18:48:36
le brutte figure ce le abbiamo per applausi ! Grazie sempre ai nostri politici...
2018-03-21 14:52:17
La questione delle Universiadi rasenta la follia. Sarà l'ennesima occasione sprecata. Napoli, probabilmente uno degli scenari a cielo aperto migliori del mondo, non è in grado di organizzare e programmare eventi capaci di mostrare al mondo intero la sua bellezza. E' uno scandalo e i protagonisti rimarranno impuniti, come sempre. Il conto lo pagherà chi ama Napoli.
2018-03-21 14:47:24
La Regione ne esce sconfitta, e il Comune invece? Non è solo la sentenza del Consiglio di Stato a creare confusione, c'è anche il solito florilegio di reazioni dei soliti, impalpabili personaggi in campo. Reazioni che tendono solamente a salvare la faccia, altro che interesse pubblico. Credo che con questa sentenza a rimetterci - per ora - saranno soltanto quei cittadini interessati all'apertura dell'impianto, che certamente subirà ritardi. Ma potrebbe non essere così in futuro: non tutti i mali vengono per nuocere! Due napoletani Doc ci hanno messo la faccia: attendiamo fiduciosi le loro mosse. Forse, a posteriori, si potrà dire che accettare le Universiadi sia stato un azzardo. In un Paese normale sarei d'accordo. Ma l'esperienza, non napoletana ma nazionale, ci ha ormai insegnato che senza una spinta collettiva dovuta ad una qualsiasi urgenza o emergenza, in Italia non si riesce mai a realizzare un'opera di utilità pubblica. Vale allo stesso modo per le Leggi in Parlamento e per gli interventi post alluvioni e post terremoti...Se questa è l'Italia, il merito o demerito è di tutti.
2018-03-21 14:03:53
Faccio anche difficoltà a capire tutte le trame politiche amministrative dietro a tutti questi fallimenti! Sono avvolto solo da un forte senso di desolazione profonda, sono stanco pure d'insultare civilmente chi detiene il potere decisionale sul mio territorio. Quanta tristezza!

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