Paranza dei bambini a Napoli: quasi 5 secoli di carcere al gruppo del «terrore»

di Leandro Del Gaudio

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Quasi cinque secoli di carcere: è la somma delle condanne inflitte dai giudici della Corte d'Appello di Napoli ai boss della cosiddetta «paranza dei bambini» di Forcella e dei Decumani, insomma nel cuore del centro storico di Napoli. Ma le condanne in appello non riescono a tenere in cella un personaggio ritenuto di peso, vale a dire Vincenzo Sibillo, padre di Emanuele (ucciso un paio di anni fa nel corso di una spedizione in via Oronzio Costa) e Pasquale Sibillo, a sua volta condannato e detenuto in cella. Seconda corte di appello, viene assolto dall'accusa di traffico di droga Vincenzo Sibillo e, per effetto degli anni scontati finora, può lasciare la cella. Difeso dal penalista Riccardo Ferone, Vincenzo Sibillo era stato condannato in primo grado a dodici anni di reclusione, sempre per fatti di droga, ieri in appello - dopo l'assoluzione per l'associazione, incassa tre anni e quattro mesi: troppo poco per restare ancora in cella, di qui la sua scarcerazione.

Diverso il caso di Pasquale Sibillo, condannato a sedici anni per dodici titoli di reato, sempre per fatti di droga e camorra, armi ed estorsione (aveva anche un'altra condanna a dieci anni, ma i due processi sono stati riuniti): ieri ha maturato alcune assoluzioni, in tutto dovrà scontare 13 anni e quattro mesi. Pasquale Sibillo è considerato l'erede del fratello Emanuele, ucciso al termine di una incursione nella cosiddetta strada della morte, quella controllata dai Buonerba.
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Giovedì 17 Maggio 2018, 08:16 - Ultimo aggiornamento: 17-05-2018 10:00
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