Omicidio passionale al Rione Traiano, annullata la condanna del killer

di Viviana Lanza

La Corte di Cassazione ha annullato la condanna del killer per gelosia che la notte del 16 giugno 2014, al rione Traiano, uccise l’ex marito della sua compagna. I giudici della prima sezione della Suprema Corte, accogliendo la richiesta della difesa (avvocato Leopoldo Perone), hanno disposto un nuovo processo d’appello per l’imputato Roberto Finizio per valutare se quel delitto sia stato commesso d’impeto e su provocazione oppure no.

L’omicidio di Ciro Paradisone, il 44enne assassinato al viale Traiano con un colpo di pistola in fronte e uno alla spalla, sarà quindi un caso che tornerà a infiammare un’aula di tribunale. Il delitto fu l’epilogo di un clima di tensione tra i protagonisti di questa storia. Le indagini hanno stabilito che il movente fu personale, legato al difficile rapporto tra l’imputato, la vittima e una donna a cui entrambi erano legati: Paradisone come ex marito e Finizio come attuale compagno e in attesa di un figlio. Finizio si costituì alcune ore dopo l’omicidio quando i carabinieri erano già sulle sue tracce. In primo grado fu condannato a diciotto anni con rito abbreviato, ridotti a sedici in Appello. Ora la Cassazione ha annullato la sentenza con rinvio per un nuovo processo di secondo grado.

L’omicidio avvenne di notte. Ciro Paradisone era in auto su viale Traiano, incontrò Finizio e tra i due ci fu una discussione. Poi Finizio, all’epoca 21enne, sfilò la pistola che portava con sé e colpì l’ex marito della compagna con due colpi. Paradisone morì durante il tragitto in ospedale. Subito si pensò a un agguato di stampo camorristico ma bastò molto poco per far virare le indagini sulla pista del movente personale e arrivare al killer.
 
Giovedì 12 Ottobre 2017, 20:29 - Ultimo aggiornamento: 12-10-2017 20:29
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