A Sant'Agnello stop ai botti, il Wwf:
«In beneficenza i soldi risparmiati»

di Ciriaco M. Viggiano

SANT'AGNELLO - «Sempre più persone ci segnalano i disagi patiti dai loro animali che, al rumore dei fuochi di Capodanno, impazziscono correndo il rischio di subire gravi conseguenze. Le ordinanze anti-botti sono un segno di civiltà»: così Claudio d'Esposito, presidente del Wwf Terre del Tirreno, commenta il provvedimento con cui il sindaco di Sant'Agnello ha vietato l'uso di materiale pirotecnico sul territorio comunale dalle 12 di domani alle 24 del 2 gennaio. Una decisione che offre agli ambientalisti l'opportunità di rilanciare il consueto appello: no ai botti per festeggiare l'inizio del nuovo anno, sì a devolvere in beneficenza il denaro risparmiato.

A Sant'Agnello, in penisola sorrentina, il sindaco Piergiorgio Sagristani ha proibito di accendere, lanciare, sparare e utilizzare materiale pirotecnico sull’intero territorio comunale. Stop anche all'accensione di fuochi, fiamme libere, pire e roghi su suolo pubblico o aperto al pubblico. Per i trasgressori sono previste sanzioni pecuniarie fino a 500 euro. «Un provvedimento - spiegano dal Comune - volto a privilegiare la sicurezza dei cittadini», ma anche a lanciare un segnale di attenzione verso il mondo degli animali.

L'ordinanza del sindaco di Sant'Agnello recepisce l'appello lanciato dal Wwf secondo il quale il mancato utilizzo dei botti a Capodanno è indice di sensibilità nei confronti degli animali, spesso vittime dei fuochi artificiali, ma anche degli operatori come i vigili del fuoco, costretti a intervenire per scongiurare danni a cose e persone. «Ogni anno, in Italia, almeno 5mila animali muoiono a causa dei botti - spiega Claudio d'Esposito - L’80 per cento è costituiuto da animali selvatici, soprattutto uccelli, che per lo spavento perdono il senso dell’orientamento ed effettuano una fuga istintiva rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità. Altri abbandonano alberi, siepi e tetti delle case dove dormono durante l'inverno, vagano al buio e finiscono per morire di freddo».
 
Forti rischi anche per gatti e cani che, avendo un udito nettamente più sviluppato rispetto a quello degli esseri umani, vengono stressati dall'insopportabile frastuono che li induce a fuggire facendoli finire vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio. Senza dimenticare gli incendi boschivi e l'inquinamento dell'aria provocato dai botti: «I veleni diffusi nell’aria dall’esplosione di fuochi sono particolarmente nocivi e contengono potassio, stronzio, bario, magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, cromo e piombo - conclude il presidente del Wwf Terre del Tirreno - Sappiamo che serve coraggio, ma ognuno di noi deve cominciare a dare l’esempio. Evitiamo di sparare i botti e, magari, devolviamo in beneficienza il denaro così risparmiato».
Sabato 30 Dicembre 2017, 15:52 - Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 12:12


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