Napoli. Termovalorizzatore, guasto
a una linea: smaltimento a rilento

di Daniela De Crescenzo

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Si rompe una linea del termovalorizzatore di Acerra e la prevista manutenzione viene rinviata per permettere il funzionamento di almeno due delle tre linee. Si allungano così i tempi degli interventi: per l'intera estate l'impianto funzionerà a scartamento ridotto provocando rallentamenti negli impianti di tritovagliatura e rendendo più difficile la raccolta. Spiega la società che gestisce l'inceneritore, la A2A: «Nei giorni scorsi si è reso necessario un intervento di riparazione su un componente di una linea del termovalorizzatore, di conseguenza A2A Ambiente ha riprogrammato gli interventi di manutenzione, anticipando la fermata per la linea in questione». In ogni caso, secondo l'azienda, sarà garantito il funzionamento di due linee.

«Per il termovalorizzatore di Acerra, come ogni anno, sono previste due fermate per manutenzione programmata di diversa durata per ciascuna delle tre linee di cui si compone l'impianto - sostiene A2A - Le fermate vengono stabilite a inizio anno e comunicate preventivamente alla Regione. Il termovalorizzatore di Acerra, così come tutti gli impianti di questo tipo, è stato progettato su linee indipendenti proprio per poter garantire la continuità produttiva durante questo genere di interventi». Riducendo la capacità di smaltimento dell'impianto si accumulerà un maggior numero di tonnellate da inviare negli impianti fuori regione. Impresa non facile visto che vacillano alcuni dei contratti stipulati dalla Sapna, la società della Città Metropolitana di Napoli che provvede allo smaltimento.  Nel 2013 Sapna aveva attribuito un appalto alla Hera, ma la scorsa settimana due dipendenti dell'azienda emiliana sono finiti sotto inchiesta proprio a causa dei rifiuti campani insieme ad altre 25 persone, tra le quali anche due dipendenti di A2A. Nel blitz dei carabinieri del Noe di Milano ci sono stati anche due arrestati: dirigenti delle società B&B di Torre Pallavicina e della Aral di Castelceriolo, partecipata al 100% dalla Provincia di Alessandria. Quasi 100mila tonnellate di immondizia prelevata dai cassonetti della provincia di Napoli sarebbe stata smaltita illegalmente. Costo dell'operazione: 10 milioni di euro.


Adesso la Sapna sta studiando i nuovi contratti con Hera. Spiega Gabriele Gargano, amministratore unico della società: «Nei giorni scorsi i Noe ci hanno chiesto la documentazione inerente alle gare per lo smaltimento fuori regione. Adesso raccoglieremo tutto quello che ci è stato richiesto e lo invieremo agli inquirenti. L'appalto oggetto di indagine è già chiuso, quelli successivi saranno valutati da parte degli uffici legali». Anche l'appalto con la Defiam Ecobuilding sta subendo dei rallentamenti: la società lo ha interrotto protestando per i mancati pagamenti, la Sapna ha obbligato l'azienda (rappresentata dall'avvocato Luca Tozzi) a continuare il servizio. Ma si procede al rallentatore.
Lunedì 17 Luglio 2017, 11:15 - Ultimo aggiornamento: 17-07-2017 11:15
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