Napoli. By-night, c’è un manifesto per i diritti dei residenti

di Valerio Esca

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L’anarchia del by-night ha preso il sopravvento sui diritti dei residenti nelle zone «calde» della città. Ed ecco che arriva il «Manifesto» contro la movida senza regole. «Una battaglia di normalità» spiegano gli organizzatori. Sarà presentato il 25 ottobre, alle ore 12, all’hotel Piazza Bellini in via Costantinopoli. Con un titolo che lascia poco spazio all’immaginazione: «Per la città di Napoli e la vivibilità dei cittadini - La città non è un bene di consumo». L’introduzione è affidata ad Eugenio Mazzarella, professore ordinario di Filosofia teoretica all’Università Federico II, il quale esporrà le motivazioni che hanno portato ben 20 comitati e associazioni di cittadini, oltre a quelle di categoria, a mettere nero su bianco una sorta di vademecum contro la movida fracassona.


Nel «Manifesto» sono esposti «i principi che pongono al centro la città e il cittadino. Dove lo sviluppo consumistico non prenda il sopravvento sui diritti dei napoletani». Una polveriera pronta ad esplodere in tutte le zone dove si concentra il divertimento notturno. I residenti sono stanchi, chiedono di rispettare il loro «diritto a riposare», ma hanno paura di ritorsioni da parte di avventori ed esercenti. «Quando ci hanno tolto il sonno, ci hanno tolto anche la paura» continuano a ripetere. Una residente di piazza San Domenico Maggiore, Vissia Viscione, racconta l’ultimo episodio capitato alla sorella, che ha l’affaccio del balcone sulla piazza: «Alcuni ragazzi hanno cominciato a lanciare bottiglie di vetro contro le finestre dell’abitazione di mia sorella. Per fortuna abita al terzo piano e nessuna di queste ha raggiunto la vetrata». Quale colpa per meritare una reazione così violenta? «Aveva semplicemente chiesto ai giovani di abbassare la voce per poter riposare».


Vissia Viscione, dopo gli ultimi fatti, ha deciso di entrare a far parte del Comitato per la quiete pubblica e chiarisce le motivazioni dell’iniziativa di mercoledì prossimo: «Il Manifesto che abbiamo sottoscritto vuole evidenziare quali siano le necessità di chi abita nelle zone della movida, non per forza in contrasto con chi invece vuole vivere la notte. Quali siano i principi di convivenza civile, senza però negare il diritto delle persone a godersi il centro storico. Desideriamo tutti che il centro di Napoli sia vivo e frequentato, ma così facendo diventerà soltanto il centro del caos».


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Martedì 17 Ottobre 2017, 09:08 - Ultimo aggiornamento: 17-10-2017 09:08
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