Napoli, le lettere choc a Babbo Natale:
«Voglio raggiungere mamma in cielo»

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di Maria Chiara Aulisio

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Un centinaio di lettere da inviare all'indirizzo di Babbo Natale: sogni, desideri e soprattutto speranze che i bambini affidano a quelli della «spa», ovvero: «Società per amore», un gruppo di amici, come amano definirsi, che della solidarietà e della voglia di aiutare il prossimo ne ha fatto quasi una ragione di vita. A scriverle, quelle lettere, i piccoli ospiti (ma c'è anche qualcuno un po' più grande) delle case famiglia, senza mamma e senza papà; i bimbi ricoverati all'ospedale Pausilipon, devastati talvolta più dalla solitudine che dalla malattia; e tanti altri apparentemente meno sfortunati, ma ugualmente figli del disagio e della precarietà. A leggerle fanno venire i brividi: in poche righe, accompagnate da presepi, pupazzetti e alberi di Natale disegnati alla meglio, i bambini tirano fuori tutto il dolore che portano dentro sperando che davvero quell'«omone grande con la barba bianca» possa esaudire i desideri che gli esprimono.

E lui lo fa: Babbo Natale li accontenta tutti, grazie alla generosità e al cuore grande di Anna Di Biase e della sua originale «spa», almeno fino a quando ciò che i bambini chiedono è possibile acquistarlo perché i soldi, è lo slogan del gruppo, in un modo o nell'altro «s'apparano». Quando invece si trovano tra le mani una lettera come quella scritta dalla piccola Mariagrazia di Pianura, anche la «società per amore» non può fare altro che alzare le mani. «Caro Babbo Natale, quest'anno il mio papà ha perso il lavoro e la mia mamma piange tutti i giorni perché vorrebbe aiutarlo ma non può. Io anche vorrei aiutare il mio papà ed è meglio chiedere aiuto a te». Ed ecco il desiderio che la bambina esprime a Santa Claus: «Io non voglio giocattoli, voglio un lavoro per il mio papà e tanti sorrisi per la mia mamma. So che tu sei buono e mi ascolterai». Mariagrazia, dunque, non chiede per sè. E neanche Clara lo fa. Nella letterina scritta in stampatello mette al corrente Babbo Natale della profonda tristezza che ancora una volta la accompagnerà in questi giorni di festa: «La mia mamma e il mio papà si sono lasciati. Io sto con mamma e il suo compagno ma abitiamo in una scuola perché non abbiamo una casa. Da poco è nata anche la mia sorellina ma è la figlia del compagno di mamma. Non abbiamo molti soldi ma il regalo che vorrei e che i miei genitori ritornino insieme. Grazie!!!».

C'è di tutto nel cestone dei desideri dove la «società per amore» in questi giorni sta ancora raccogliendo le lettere che martedì sera, a Villa Mazzarella, a partire dalle 20.30, saranno distribuite a chiunque avrà voglia di trasformarsi in Babbo Natale per uno di questi tanti bambini che le hanno inviate: «Quello che chiedono, compriamo - spiega la Di Biase impegnata con Stefano Cimaglia in questa grande operazione di solidarietà natalizia - altrimenti non avrebbe senso fargli scrivere le lettere. No, niente giocattoli usati, mi dispiace: i nostri doni devono avere lo scontrino, esattamente come quelli che compriamo per i nostri figli. Ma il problema non è questo, purtroppo non sempre siamo in grado di accontentarli, i bambini: quello che a volte vogliono non si può comprare».

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Domenica 10 Dicembre 2017, 12:57 - Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 08:58
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2017-12-12 00:20:59
Quando i nostri bambini erano piccoli e tornavano dalla scuola "bombardati" dai compagni ....che ti porterà o vuoi da babbo Natale ? Una sera io e mia moglie li portammo al supermarket dove cerano giocatoli di ogni specie. Dissi a miei bambini quale volete che vi compriamo ? Loro tra una scelta e l'altra furono accontentati. Poi gli disse quale regalo volete che babbo Natale vi porta? Fecero la scelta ma il regalo da babbo Natale non arrivo MAI? La moglie gli spiego' che babbo Natale NON ESISTE e i regali provengono dai genitori ,nonni,zii, amici etc...etc.. Da quel giorno furono i miei figli a dire ai lori compagni che babbo Natale e' tutto una menzogna che ci dicono a noi bambini??
2017-12-10 14:44:55
bella idea chiedere soldi per coninuare a leggere, non so in quanti abbiano aderito, un po' di vergogna no??????

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