Napoli, la «tazzulella 'e cafè» patrimonio Unesco: parte la raccolta firme

di Pietro Treccagnoli

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Dopo la pizza, il caffè. È la sequenza naturale. Poi magari pure l'ammazzacaffé. Nocillo o limoncello, a piacere. Comunque sia e scherzi a parte, è partita ieri, in coincidenza con la giornata nazionale del caffè sospeso (appuntamento autopromosso, ma male non fa), la raccolta firme per sostenere la candidatura del caffè tipico napoletano a patrimonio Unesco. Non abbiamo ancora finito di brindare per la vittoria dell'arte dei pizzaioli, che l'instancabile consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli s'è messo al lavoro per allungare la tavola imbandita.
L'appuntamento era al Gambrinus, ovviamente, che ieri mattina era già pieno di suo, con napoletani e turisti in fila alla cassa e al banco. Nella apposita sala erano stati allestiti un paio di tavolini con i fogli da firmare. Su un altro caffettiere napoletane e due torte: una con la riproduzione della scena della «Banda degli onesti» con Totò e Peppino pronti a sorbire l'oro nero e un'altra, più sobria, con il semplice logo dell'organizzazione culturale dell'Onu. Con Borrelli a officiare uno dei padroni di casa, Michele Sergio, Massimiliano Rosati del caffè omonimo (entrambi promotori ufficiali dell'iniziativa) e il consigliere comunale Marco Gaudini. A metà serata, Borrelli ha annunciato che era stato raggiunto il traguardo delle prime mille firme. Ad aprire la lista i nomi di due clochard che hanno approfittato dell'occasione per concedersi un caffè sospeso.

«Invieremo subito al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, e al sindaco Luigi de Magistris le note per avviare le procedure» ha spiegato Borrelli. Ma non è un po' presto? «Occorre molto tempo per ottenere un risultato così importante, bisogna muoversi con celerità. Per preparare questa nuova importantissima candidatura abbiamo già parlato con Pier Luigi Petrillo, capo delegazione che ha portato in Italia il riconoscimento dell'arte della pizza». Battere il chicco finché è caldo, insomma. «Così come già avvenuto per il caffè turco e per quello viennese, chiediamo che venga riconosciuto il caffè tipico napoletano» hanno incalzato Sergio e Rosati «la cui storia e tradizione sono tutt'uno con il nostro popolo e ci fa piacere aver avuto qui Toto Sorbillo, in rappresentanza dei pizzaioli napoletani che sono riusciti a ottenere il prestigioso riconoscimento, un segno tangibile della fratellanza che ci unisce e ci aiuterà a tagliare questo traguardo».

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Lunedì 11 Dicembre 2017, 08:47 - Ultimo aggiornamento: 11-12-2017 19:04
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2017-12-12 23:55:42
manca solo che venga richiesto il riconoscimento della camorra quale patrimonio dell'unesco, forse si dovrebbe essere un tantino più seri.
2017-12-12 07:34:11
Unesco dovrebbe riconoscere la lingua Napoletana da insegnare a scuola a Napoli , Io per esempio e come tanti altri Napoletani non so scrivere la mia lingua madrea che e' il Napoletano La lingua Italiana l ho dovuta imparare a scuola come lingua ufficiale , ma noi a Napoli e tra famglie ed amici parliano il Napoletano. Il Napoletano non e' soltanto una dialetto ma una lingua vera e propria formata da varie lingue in slang come lo spagnolo, il francese, l arabo e tante altre, si dice che e' un miscuglio di oltre sette lingue messe insieme, la lingua Napoletana e' una lingua antica che si perde nella notte dei tempi , Mia madre era Napoletana DOC e quando ero piccola lei diceva per esempio piglia a tianella , cosa che I miei nipoti non sanno cosa sia a tianella , oppure come la a pettenessa , la pettenessa e' un aggeggio che si mette tra I capelli oppure a rarriata che e' la scalinata io parlo un Napoletano molto antico perso nel tempo, la mia amica di Pozzuoli non mi capisce a volte , ed e' un peccato che io non so scriverla. Non perdiamo le nostre radici ma trasformiamole in cultura
2017-12-11 18:07:13
Come siamo ridotti a paese di eroi,santi,arte,scienziati ecc. si cerca ottenere stupidaggine, perche non mettiamo le menzogne dei vitaliziani con giudici libera criminali
2017-12-11 12:00:47
Impresa molto piu' ardua: ormai le macchine nei bar sono utilizzabili da qualsiasi addetto, anche alle prime armi, per cui l'arte del caffettiere napoletano non esiste piu' e men che meno una miscela napoletana degna di diventare patrimonio UNESCO.
2017-12-11 09:51:48
Più del caffè,L' Unesco potrebbe riconoscere la genialità del "sospeso" come patrimonio dell'umanità!!

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