La madre del 13enne in coma etilico: «Sembrava morto, mi sento in colpa»

di Melina Chiapparino

«Ho creduto di averlo perso per sempre». Simona pronuncia queste parole tra le mura dell'ospedale Santobono dopo aver rivisto finalmente aperti gli occhi di suo figlio. Il 13enne, soccorso per un grave stato di coma etilico a San Sebastiano al Vesuvio, è fuori pericolo da ieri pomeriggio, ricoverato nel reparto di Rianimazione del nosocomio pediatrico napoletano. 

Dopo una notte di lacrime e preghiere, la mamma ha potuto tirare un sospiro di sollievo ma resta da capire come sia potuto accadere che il 13enne abbia assunto quantità massicce e quasi mortali di alcol e sostanze cannabinoidi, come hanno rilevato i test effettuati dai sanitari. Tutto è cominciato sabato sera, da quella che doveva essere una semplice festa con gli amici, a San Sebastiano al Vesuvio. Appuntamento alle 21 circa con la comitiva di sempre per trascorrere una serata spensierata ma già dopo poco più di un'ora il minore non risponde alle telefonate di Simona che, come era solita fare, voleva strappare qualche minuto di chiacchierata al figlio per assicurarsi che tutto fosse a posto. 
 

Quando finalmente il cellulare del 13enne smette di suonare a vuoto, intorno alle 22.30, dall'altra parte del telefonino risponde un amico del ragazzino che, farfugliando delle scuse, spiega alla madre che il figlio si era allontanato un attimo. Sono solo una manciata di minuti quelli che trascorrono prima di un'altra telefonata in cui Simona, sempre più preoccupata e insospettita da quegli atteggiamenti, apprende, dallo stesso amico che le aveva risposto in precedenza, che stava arrivando un'ambulanza per i soccorsi. La 46enne, separata dal marito e con un'altra figlia di 14 anni a casa, corre con il cuore in gola dal minore e arriva quando l'equipe del 118 gli sta prestando i primi soccorsi. 

«Ho visto mio figlio morto - racconta la donna con la voce spezzata dal dolore - non si muoveva, ho cercato di strattonarlo e di parlargli ma senza alcuna reazione, ho pensato che non lo avrei rivisto più vivo e sono salita con lui in ambulanza, tenendogli la mano». Da quell'istante comincia la notte di angoscia e paura di Simona e dei familiari del 13enne, descritto da tutti come un ragazzo perbene e tranquillo. 
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Lunedì 28 Maggio 2018, 07:30 - Ultimo aggiornamento: 28-05-2018 15:29
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 7 commenti presenti
2018-05-28 13:27:22
La colpa è dei locali? Mi sembra un commento fuori dalla realtà! I genitori sono i primi e gli unici responsabili di queste tragedie, troppa libertà e mancanza assoluta di regole. Divertimento non significa fare mattina ubriacandosi in giro per locali, mancano i veri valori, i veri riferimenti e il senso di responsabilità
2018-05-28 18:33:41
Concordo con te ma è assurdo che si consenta la vendita di alcolici ai ragazzini. Se passate per via Scarlatti o Via Toledo in serata nei bar stanno solo minorenni. Sabato c'era un gruppo completamente ubriaco ed erano poco più che bambini...che degrado...
2018-05-28 13:18:14
i soldi chi glieli dà per comprare tanto alcool e droga?
2018-05-28 13:01:37
se a tredici anni gli è permesso stare per strada a tarda sera vedo un suo futuro certamente oppposto al roseo
2018-05-28 10:34:55
Chi afferma che la colpa non sia dei genitori e vada attribuita un via esclusiva ai locali vuol dire che non sa neppure da che parte si comincia a fare il genitore, ad educare un figlio, ad imporre il rispetto delle regole...... Ma lo si vuole capire che a 13 anni si è poco più che un bambino? e prende appuntamento con gli amici al sabato sera alle 21?? e questo quando arriva a 16 anni esce la sera e rientra direttamente il giorno dopo??? no cari miei, la colpa è solo ed esclusivamente dei genitori che permettono questo! inutile nascondersi dietro un dito incolpando solo i locali che vendono alcolici, anche loro hanno la loro parte di colpa, ma chi deve occuparsi dei figli? i genitori oppure i locali?? ma per piacere, smettiamola di fare gli ipocriti e cominciate ad accollarvi qualche responsabilità su come crescete i vostri figli!

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