Notte di follia ai Quartieri Spagnoli: 17enne muore in incidente, gli amici sequestrano un'ambulanza

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di Melina Chiapparino

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Grave incidente tra centauri nei Quartieri Spagnoli, dove un 17enne napoletano ha perso la vita. Lo scontro tra scooter è avvenuto poco dopo le 23 in vico Porta Piccola a Montecalvario e ha coinvolto più persone, tra cui un giovane che ha riportato gravissimi traumi ed è deceduto all’ospedale Vecchio Pellegrini e un altro ragazzo ricoverato al Cto per una frattura al femore. Sulla dinamica dell’incidente e su quante persone e veicoli siano stati coinvolti sono in corso le indagini delle forze dell’ordine intervenute sul posto anche per la presenza di centinaia di persone che hanno circondato il nosocomio, creando scompiglio e disagi al 118.
 
 

Pochi istanti dopo l’incidente, flotte di scooter hanno occupato il parcheggio dell’ospedale della Pignasecca, pretendendo di utilizzare l’ambulanza della postazione Chiatamone che era all’interno del nosocomio perché impegnata su un altro intervento. L’equipe del 118, infatti, stava attendendo la restituzione della barella per riprendere servizio dopo aver trasportato un paziente, ma la folla di persone che gridavano e si agitavano non ha permesso ai sanitari di proseguire l'intervento e s'è impossessata dell’ambulanza per dirottarla sull’incidente nei quartieri. Così alcuni uomini hanno costretto l’autista del 118 a entrare nel mezzo mentre altri ancora, notando che non vi era barella nell’ambulanza, ne hanno sottratta una all’ospedale incastrandola nel vano sanitario e provocando danni all'interno del veicolo.
 

Uno degli uomini impegnati in quello che i sanitari hanno definito un «sequestro» dell’ambulanza, si è messo alla guida del mezzo di soccorso con a fianco l’autista, costretto a seguirli. Nel frattempo in soccorso dei centauri, sono giunte altre due ambulanze, dalla postazione Ascalesi e quella della postazione San Gennaro, entrambe assaltate dalle persone inferocite e scortate dagli scooter. Anche all’interno dell’ospedale si sono registrati momenti di grande tensione fino al presidio fisso di molte pattuglie della polizia. «Consideriamo questa aggressione la più grave e violenza registrata nel 118 - hanno denunciato dall’Associazione Nessuno Tocchi Ippocrate - in questo caso c’è stata l’aggressione ma anche il sequestro di persona, l’interruzione di pubblico servizio e il danneggiamento di un mezzo di soccorso». L’episodio è stato regolarmente denunciato alle forze dell'ordine, dall’equipe del 118 coinvolta.

 
Lunedì 28 Maggio 2018, 06:21 - Ultimo aggiornamento: 28-05-2018 19:52
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5 di 34 commenti presenti
2018-05-29 12:35:17
Ma dove sta la civiltà?
2018-05-29 10:26:42
Amo questa città ma andrei via di corsa
2018-05-28 22:26:16
Quelli della denuncia se ne fanno un baffo.violenti allo stato terminale senza speranza.
2018-05-28 19:55:15
Qualcuno negli interventi ha menzionato la Sig.ra Trieste. Ma chi è???
2018-05-28 18:17:05
Come si fa a giustificare episodi come questi? Che vanno ad aggiungersi, purtroppo, ai tanti altri che quotidianamente lacerano la vita ordinaria di questa bellissima e, sfortunata città. Non si fanno mancare niente: delinquenza spicciola e fastidiosa e malavita organizzata, qualità della vita ai limiti della sopportabilità, viabilità e traffico fuori controllo, servizi pubblici assenti, posteggiatori abusivi petulanti e violenti, dipendenti pubblici assenteisti e poco produttivi, mancanza assoluta di rispetto delle regole di pacifica convivenza e verso le istituzioni pubbliche, la presenza di una larga fascia sociale di gente volgare, ignorante, prepotente e arrogante e, si potrebbe continuare a lungo. Però ci sta sempre il solito buonista miope e rassegnato che obietta:"queste cose succedono anche in altre città". E' vero ma, tutte insieme così gravi e ripetute, davvero non mi risulta! Meditate gente se, invece di giustificare, sempre e comunque, le tantissime cose che non vanno in questa città le condannaste e le denunciaste con vigore e tempestività, forse qualcosa, prima o poi cambierebbe. Altrimenti, rassegniamoci e non ci rimane che la fuga, per non subire tutti questi soprusi e vessazioni ed essere, pure, considerati complici di queste sventure che si ostinano a colpire la nostra città. E, badate bene, non è colpa di un destino cinico e baro!

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