Pistole in faccia, schiaffi e insulti:
«Ambulanze, è guerra ogni giorno»

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di Paolo Barbuto

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I racconti si susseguono inesorabili: schiaffi, pugni, insulti, pistole sul muso. L’ospedale Pellegrini, nelle parole di chi ci lavora, è un girone dell’inferno trasferito nel cuore della Pignasecca. 

Il medico ha lo stesso sguardo desolato di tutti gli altri astanti, si avvicina, chiede con garbo la parola: «Ha ragione chi dice che Napoli non è paragonabile a Raqqa: lì, almeno, chi lavora in ospedale sa di essere in guerra, magari indossa un giubbotto antiproiettile o chiede aiuto ai soldati. Qui invece viviamo in guerra ma siamo senza protezione. È vero, Napoli non è Raqqa. È peggio...». 
 

La questione-Raqqa va spiegata. Il paragone fra Napoli e la città siriana che è stata capitale dell’Isis, venne utilizzato dal presidente dell’Ordine dei medici Silvestro Scotti, in seguito a un presunto episodio di violenza ai danni di un’autoambulanza. Quel paragone fu respinto al mittente con sdegno dal sindaco di Napoli e considerato fuori luogo dal questore della città. Ecco perché il dottore lo sfodera in questo momento, con rabbia, all’indomani del sequestro di un’ambulanza.

Il dottore si allontana sconsolato. Sorride, si presenta con nome e cognome ma spiega di dover restare necessariamente una voce anonima, perché le regole severe del mondo ospedaliero prevederebbero un permesso ufficiale per parlare con la stampa. Il medico riceve un saluto affettuoso da Antonio Eliseo, sindacalista Uil-Flp, che può parlare senza nascondersi perché il ruolo glielo consente. Così alla fine si decide che ogni parola della giornata sarà stata detta da lui che da anni denuncia l’invivibilità del Pellegrini.
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Lunedì 28 Maggio 2018, 23:32 - Ultimo aggiornamento: 29 Maggio, 11:12
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-05-29 17:21:51
Sono d'accordo con i commenti negativi e pieni di sfiducia egli altri lettori . Siamo un popolo rassegnato, ma qualcuno ogni tanto reagisce perché non tutti riescono a subire come la maggior parte di noi in silenzio.
2018-05-29 09:45:59
Napoli, il dossier choc: «Ambulanze nelle mani di Casalesi e Mallardo» Il ministero dell'Interno non ha dubbi: il 95 per cento delle ambulanze impiegate nel servizio 118 nei 91 comuni in provincia di Napoli (praticamente tutte guelle gestite da privati) si trovano da anni nelle mani di due clan, quello dei Casalesi e quello dei Mallardo. È quanto emerge dal dossier trasmesso dal Viminale al prefetto di Napoli Sanità, il soccorso diventa business 'L'obiettivo non è salvare, ma incassare' In Italia si spendono ogni anno un miliardo e mezzo di euro per gli interventi di soccorso. Una pioggia di soldi che fa gola a politica e mafia Il ministero della Salute ha ceduto i controlli alle Regioni, che preferiscono affidarsi ai privati. Dalla Lombardia alla Calabria, dal Lazio alla Sicilia è scattato l’assalto all’ambulanza. Nunzia De Girolamo ha perso la poltrona di ministro proprio per uno scandalo sugli appalti del 118. Ovunque sono segnalati disservizi e a Sud nella mangiatoia si è infilata persino la criminalità. Questo ai danni di oltre 150 mila volontari, che vengono scacciati per fare spazio a organizzazioni spregiudicate. «Ci sono finti volontari che ricevono lo stipendio in nero mascherato da rimborso», spiega Mario, soccorritore di Torino. Il metodo è uguale da Milano a Napoli: le associazioni di pubblica assistenza, le cosiddette “Croci”, si iscrivono all’albo regionale e sgomitano per accaparrarsi le corse. L’obiettivo non è più salvare, ma incassare. «Abbiamo scoperto persino casi di autisti alcolizzati e soccorritori zoppi», racconta Mirella Triozzi, responsabile del settore per il sindacato medici italiani: «Con l’arrivo dei privati il soccorso è diventato un colossale affare, dimenticando che in ballo c’è la sopravvivenza di migliaia di persone».
2018-05-29 09:36:02
Siamo lo specchio dell' ITALIA
2018-05-29 08:29:48
il sindaco invece di indignarsi per il paragone con la città Siriana dovrebbe adoperarsi affinché Napoli diventi una città sicura e non la giungla dove vige la legge del più forte che è ora...
2018-05-29 01:23:18
Raqqa è certamente meglio. Polizia intimorita da quattro delinquenti ridicola. Una vita spezzata per l'assenza delle istituzioni e di controllo. Per il disinteresse manifesto della città, per l'ignoranza che aumenta, per l'abusivismo sociale e morale diffuso per la resa verso un microterritorio abbandonato e oramai perso. I quartieri come anche il resto della città.

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