Napoli, fugge il pistolero dei baretti: l'incubo vendetta del clan Formicola

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di Leandro Del Gaudio

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Non è andato all’ospedale San Paolo di Fuorigrotta, quello più vicino alla sua abitazione, ma si è fatto portare a Pozzuoli. E una volta arrivato alla «Schiana», di fronte ai carabinieri che gli chiedevano come avesse subito quelle coltellate, ha raccontato una storia campata in aria, utile però a sviare le indagini sulla rissa di Chiaia: «Ho subìto una rapina del cellulare, nei pressi del porto di Pozzuoli, ho reagito e mi hanno accoltellato...». 
Eccole le parole messe agli atti dal ventenne che ha sparato all’impazzata contro la folla, nella notte di follia e violenza nella zona dei baretti. È lui quello che ha premuto il grilletto, reagendo con la pistola alla violenza ordita da un gruppo di una trentina di giovani teppisti provenienti da San Giovanni a Teduccio, con il nulla osta del clan Formicola. È lui quello che ha reagito dopo averle prese, decidendo di impugnare la pistola che portava addosso, quando aveva deciso «scendere nella zona dei baretti». Personaggio noto alle forze dell’ordine, da sempre attivo tra la zona della Loggetta e del rione Traiano, il ventenne che ha sparato come in un assurdo Bataclan napoletano è in fuga da giorni. Dalle sue parti è una specie di eroe, visto il clamore con cui è stata seguita - specie sui social - la storia della rissa e della sparatoria di Chiaia.

Scenario complesso, che ha spinto il procuratore Gianni Melillo a creare una sorta di sezione ad hoc di pm che si occuperà del fenomeno - ormai sempre più allarmante - della delinquenza giovanile. Un progetto maturato alla luce dei tanti episodi di criminalità che vedono coinvolti molti giovani, con una particolare attenzione dedicata al mondo dei social, dimensione ora più che mai naturale per i nativi digitali. 
Ma torniamo all’inchiesta sulla rissa e sulla sparatoria avvenute in via Carlo Poerio la notte tra sabato e domenica. Indagini affidate ai pm Antonella Fratello e Celeste Carrano, vale a dire ai pm che si occupano - rispettivamente - dell’area orientale (da dove è partito il branco di trenta soggetti legati ai Formicola) e dell’area di Chiaia, dove si è consumato il fatto. 

Una vicenda ricostruita grazie alla testimonianza di decine di «sopravvissuti», che hanno chiarito cosa è accaduto nella zona dei baretti: dopo l’ingresso del branco proveniente da San Giovanni, qualcuno ha impugnato un’arma e ha fatto fuoco. Aveva rimediato alcune coltellate, era ferito, non ha esitato a sparare cinque sei volte contro la folla (colpendo senza gravi conseguenze almeno quattro minorenni), prima di lasciare la zona. 

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Martedì 21 Novembre 2017, 23:59 - Ultimo aggiornamento: 22-11-2017 12:04
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COMMENTA LA NOTIZIA
2 di 2 commenti presenti
2017-11-22 07:45:04
Stamane ,in prima pagina,il quotidiano ''Libero'',sbatte le foto di quei ''mostri'' che ogni giorno rendono sempre peggiore questo Paese. Il dominio degli incapaci è il titolo e tra questi non poteva mancare il nostro beneamato sindaco. Si pavoneggia di aver cambiato Napoli,ma la città è quella di sempre tra illegalità diffusa e capillare,orde di delinquenti,morti ammazzati,sporcizia e lerciume,servizi pubblici sottozero e..mi fermo qui. Ci sono tantissimi turisti,vero,ma questo è un fenomeno che riguarda tutta Italia,causato dai timori di attentati terroristici avvenuti altrove.
2017-11-22 00:44:59
Peggio di un film horror

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