Napoli, l'assalto della gang degli africani: sette euro per una dose di cocaina

di Nico Falco

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Una dose di cocaina costa sette euro, «allungata» quanto basta per rendere i prezzi ancora più popolari e adeguare l'offerta alla nuova domanda. È così che la camorra si appropria di un bacino di clienti del tutto nuovo e dalle potenzialità enormi: le comunità di africani che vivono nei pressi di piazza Garibaldi. A fiutare l'affare, le piazze di spaccio delle Case Nuove, dove da qualche settimana c'è un nuovo prodotto nel listino: cocaina a pochi euro. Le dosi si ricavano tagliando «a 5» quelle da mezzo grammo: cioè per ognuna ne vengono fuori cinque. Considerando il taglio iniziale, la percentuale di cocaina nella bustina che arriva in mano all'acquirente non supera il 5 per cento: una bomba chimica, in cui lo stupefacente è solo una quantità minima e il resto è costituito da sostanze varie, principalmente mannitolo e lidocaina.

Nella zona delle Case Nuove, alle spalle del Loreto Mare e a pochi passi dalla stazione centrale, dopo gli arresti tra le fila dei Mazzarella e di Salvatore Maggio coi suoi sodali, attualmente l'illecito viene gestito da due principali clan: quello dei Vatiero e quello dei Rinaldi. Il primo ha acquisito un maggiore peso con l'uscita di scena dei Mazzarella, ex alleati che fino a qualche anno fa spadroneggiavano nel quartiere Mercato, mentre i Rinaldi, dopo una alleanza con i Sibillo quando la «paranza dei bimbi» si è insediata anche nelle Case Nuove, hanno consolidato la propria presenza negli ultimi mesi. Il mercato a cui si rivolge questo nuovo tipo di droga è quello degli extracomunitari, in particolar modo i giovani provenienti da Paesi estremamente poveri dove le droghe a basso costo sono molto diffuse: colle e cherosene da sniffare, crack da inalare. Il prodotto venduto alle Case Nuove è diverso da quello che si trova in Africa ma, nel panorama delle droghe napoletano (ed europeo) è probabilmente quello che più si avvicina: i clienti acquistano le dosi e le consumano in bottigliette, inalando i vapori che si formano riscaldando la plastica. Così i clienti arrivano da piazza Garibaldi, porta Capuana, Porta Nolana e dalle stradine che costeggiano la stazione centrale. Trattandosi di un mercato da poco scoperto, è anche relativamente sicuro: l'andirivieni di giovani extracomunitari nei pressi delle piazze di spaccio non dà nell'occhio come i gruppi di acquirenti che da sempre arrivano alle Case Nuove per comprare la droga. 

Modificato, dopo i vari blitz, anche il sistema di cessione: il pusher del clan resta lontano dalla strada e non ha nessun rapporto con l'acquirente, per evitare di essere indicato in caso di una «picchiata» delle forze dell'ordine: per fare da tramite, per portare il denaro e prendere la dose da consegnare, viene arruolata una terza persona, estranea alle dinamiche criminali, il più delle volte scelta tra i tossicodipendenti e pagata a giornata. La settimana scorsa, in via Padre Ludovico da Casoria, le forze dell'ordine avevano bloccato un pusher, notato mentre vendeva droga insieme a un altro giovane riuscito a scappare. Durante l'operazione, e con la perquisizione dello stabile dove i due si erano rintanati, erano state trovate telecamere di sorveglianza, tremila euro in contanti, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento della droga e due pistole con caricatore pieno. Nelle tasche dello spacciatore c'erano delle microdosi di cocaina: tre bustine, per un peso totale di poco più di mezzo grammo. 
Mercoledì 18 Ottobre 2017, 11:20
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