Napoli, benvenuti a Little Africa:
​qui un gin scatena le risse

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di Nico Falco

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La Napoli che non è sulle cartoline, così la definiscono gli attivisti nell'ultima lettera aperta indirizzata al sindaco de Magistris. E, in effetti, tra quelle strade l'aria è molto poco napoletana. Una little Africa, dove agli immigrati ben integrati fanno da contraltare i giovani africani irregolari o ospiti nei centri di accoglienza, abbandonati a se stessi. Quelli delle bancarelle di spazzatura, dello spaccio, delle risse a bottigliate che sono ormai parte del quotidiano.

LA CACCIA DI TURISTI
Piazza nuova, problemi vecchi. L'impatto uscendo dalla stazione centrale è un'anticipazione di quello che verrà dopo, tra i vicoli. O, meglio, un presagio. «Quei due li conosciamo bene spiegano i residenti, indicando due nordafricani che si guardano intorno come se cercassero qualcosa sono borseggiatori già arrestati molte volte. Puntano i turisti coi trolley, lavorano sempre in coppia, spesso in tre». E, infatti, un attimo dopo arriva il complice. Squadrano i passanti, parlottano tra loro, ma la presenza di una pattuglia della Municipale poco lontano li tiene incollati sulla soglia di un bar. I colleghi napoletani si sono spostati da tempo, ormai stanno sugli autobus: qui scippi e rapine sono appannaggio degli stranieri.

LO STREET FOOD
All'angolo, di fronte alla stazione, due donne spingono un carrello con dentro bevande e cibo in contenitori di plastica tenuti sotto al sole. Un'altra ha dei sacchi con alimenti tipici, c'è persino del pesce «essiccato per giorni al sole in Africa, 5 euro al pezzo». È ora di pranzo, inizia la distribuzione. «Per alcol devi vedere qui dietro dice la ragazza però è forte. Ti fa passare i dolori e ride di gusto è buono anche per fare sesso». È gin commerciale con radici di zenzero o erbe in infusione. Costa un euro al bicchiere, va per la maggiore nei gruppetti che si affollano davanti ai negozi gestiti da extracomunitari; alcuni sono alimentari, altri barberie o di abbigliamento, ma l'alcol si vende quasi ovunque. È qui che avviene il maggior numero di risse: basta una incomprensione e subito arrivano le bottigliate. Poco lontano, in una delle traverse di piazza Principe Umberto, dietro le porte blindate semi chiuse di un basso anonimo si notano tavolini apparecchiati. «Che volete? chiede la proprietaria con fare aggressivo andate più là, non qua davanti». È uno dei ristorantini totalmente abusivi della zona. In alcuni cucinano, in altri invece servono le pietanze preparate in casa. E sono tutti off limits per chi non fa parte delle comunità africane.

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Sabato 16 Giugno 2018, 08:55 - Ultimo aggiornamento: 17-06-2018 10:57
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 22 commenti presenti
2018-06-17 11:15:57
Non toccate il califfato personale DEma, l'unica forza politica che ha superato il colonialismo portandosi un pezzo di colonia in casa.E' più semplice.Che poi i poveri napoletani debbano subirne tutte le consequenze, ebbene questi sono effetti collaterali che un califfo vero non può prendere in considerazione.Anzi i napoletani e i turisti dovrebbero ringraziare perchè per vedere l'africa vera non è più necessario fare il biglietto aereo ma farsi un giretto per piazza Garibaldi e dintorni.con tanto di suspance se dal tour si ritorna vivi e integri e con tutta la propia roba.Un successo insomma. Le rsse?Organizzate apposta per dare colore alla cosa.
2018-06-16 18:00:38
Ma come abbiamo fatto a ridurci così ???
2018-06-16 17:34:57
Una vergogna!! Solo questo. E non c'entra la religione perchè Dio è uno gli altri sono solo clienti.
2018-06-16 15:33:19
Voi avete De Megistris e noi a Palermo Leoluca Orlando. La storia è la stessa: si vergognano di essere italiani e amano suk e kasbah. Si impalmano con la lotta alle mafie, che fanno tv e interviste, abbandonando il popolo e le città all'illegalità comune e agli stranieri. A Catania il cugino Enzo Bianco è stato cacciato ..... adesso tocca a loro !
2018-06-16 14:48:38
La Napoli amministrata un poco meglio sono Vomero - Posillipo e lato mare da palazzo San Giacomo ritornando verso Posillipo , il resto è spazzatura incontrollata e incontrollabile.

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