Panini gratis in ospedale, ora i bimbi malati di cancro restano senza volontari di «Diamo una mano»: altolà dalla direzione

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di Melina Chiapparino

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Fino a pochi giorni fa, nel reparto di Oncologia Pediatrica del Vecchio Policlinico, i desideri potevano trasformarsi in realtà. I volontari dell'associazione «Diamo una mano onlus» erano pronti, con sforzi quotidiani, a soddisfare le richieste dei piccoli pazienti, dalla proiezione di un film allo sfizio di assaggiare un panino. Un'attività mai interrotta da 10 anni che, per il mancato rinnovo della convenzione con la direzione della struttura ospedaliera, non potrà più essere effettuata. Oggi l'allarme lo lanciano le mamme dei piccoli ricoverati, pronte alla raccolta firme per riavere i volontari in reparto. Solo due settimane fa, lo scorso 28 giugno, uno degli ammalati aveva espresso il desiderio di un panino di Puok Burger Store che, sorprendendo mamme, baby pazienti e volontari, aveva regalato una grande quantità di buste ricolme di golosità ai piccoli.

Quella è stata l'ultima volta in cui i bambini ricoverati hanno avuto al loro fianco i volontari di «Diamo una mano onlus» a cui dal 3 luglio è stato ordinato di cessare con effetto immediato qualsiasi tipo di attività. La convenzione che aveva autorizzato con una delibera datata maggio 2015 l'associazione a svolgere attività di volontariato in reparto è ormai ampiamente scaduta e al momento non si intende procedere al suo rinnovo. Quali sono i motivi? Nel carteggio ufficiale non viene fornita alcuna spiegazione. Secondo alcune famiglie la direzione generale potrebbe essere stata infastidita dalla procedura «fuori protocollo» per l'arrivo dei panini. Ma l'interruzione del rapporto resta un giallo. Per le mamme è stato come perdere una seconda famiglia. «I volontari aiutano i nostri bambini a farli sentire normali e sostengono anche noi genitori - afferma Maria, mamma di un piccolo ammalato di leucemia - per noi la loro presenza è vitale».

L'appello delle mamme non riguarda solo le attività che materialmente vengono svolte con costanza, «come i progetti nel reparto di oncologia, le giornate di donazione di sangue e midollo osseo, le giornate di estetista e parrucchiere in reparto», ma si tratta della «vicinanza umana e della gioia» che ogni giorno i volontari infondono a bambini e adulti. «Chiediamo all'ospedale di far tornare l'associazione - dicono le mamme - la sofferenza e la malattia guariscono con le medicine ma anche con il buon umore».

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera dell'Associazione Genitori Oncologia Pediatrica 
a seguito dell'articolo

Le vicende dell’associazione Diamo una Mano (per le quali siamo costernati fosse solo perché hanno creato non poco scompiglio), nulla hanno a che vedere con quanto asserito nell’articolo. Chi scrive è l’Associazione Agop (Associazione Genitori Oncologia Pediatrica) che da oltre 30 anni si occupa del reparto di Oncologia presso la Pediatria del Vecchio Policlinico. La nostra è un’Associazione riconosciuta  ed autorizzata a svolgere attività di volontariato presso il reparto, oltre ad occuparsi di ricerca e/o formazione. 

Nel reparto operano non solo i volontari dell’AGOP, ma anche quelli dell’ABIO e  tutti quotidianamente sono in reparto al fianco alle famiglie ed ai bambini ricoverati. Ci è sembrata necessaria questa puntualizzazione, al fine di non svilire il servizio di volontariato  svolto con serietà e dedizione e con non poche difficoltà da coloro che da anni frequentano il reparto. Sono molteplici le attività ed iniziative espletate in questi anni a favore dei piccoli e giovani pazienti e le loro famiglie; basti elencarle solo alcune come un servizio di accoglienza per le famiglie da parte dei volontari per svolgere piccole commissioni, realizzare attività ludiche attraverso la fornitura di materiale ludico e didattico per la sala giochi e di tutto ciò che possa distrarre e intrattenere il paziente nei lunghi ricoveri in ospedale come la dotazione di supporti informatici e tv.

Potremmo continuare all’infinito, trent’anni sono tanti e di progetti ne sono stati realizzati avendo come obiettivo non solo il benessere del paziente nella sua totalità ma preoccupandoci anche di tutto ciò che potesse essere di confort per la famiglia, rendendoci trasparenti agli occhi di tantissimi sostenitori che ci seguono da anni.
 
E per concludere, forse la giornalista, come il vero diritto di cronaca comanda, avrebbe potuto informarsi con chi di dovere prima di diffondere notizie con titoli ridondanti e non rispondenti alla verità.
 

Associazione Genitori Oncologia Pediatrica
Reparto Oncologia Pediatrica
Università degli Studi della Campania “ Luigi Vanvitelli”

 
Lunedì 17 Luglio 2017, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 19-07-2017 12:56
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