Napoli, aggredito da babygang: Arturo oggi è a scuola. Il pm: faccia a faccia con aggressori

di Oscar De Simone

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Lo sguardo dritto, timido ed il sorriso sulle labbra, accompagnano questa mattina Arturo al suo primo giorno di scuola del 2018. La vita per il giovane 17enne, da oggi torna ad essere normale e ricca di tutte le abitudini di una quotidianità che sembrava lontana. «Non è stato facile» afferma, «ma devo ringraziare tutti a quelli che che mi sono stati vicino. Adesso devo tornare in classe con i miei amici che ho continuato a sentire in queste settimane. Anche loro mi hanno spinto a tenere duro ed a resistere. Poi ovviamente mia madre e la mia famiglia sono stati fondamentali. Da oggi proverò a buttarmi tutto alle spalle».

Ad accoglierlo i compagni di classe e le insegnanti che da tempo attendevano il suo ritorno. Di quella orrenda vicenda Arturo, porta con se un ricordo triste e doloroso, ma non intende demordere. Questa è la sua città e da oggi, inizia una “nuova” vita. «Dobbiamo fare in modo che non ci siano altri Arturo» afferma la madre, «ma soprattutto dobbiamo capire come contrastare efficacemente questo dilagare di violenza. Gli episodi continuano ad esserci ma noi dobbiamo essere più forti e cercare di cambiare le cose». «A quelli che vengono aggrediti dico 'appena potete cercate di buttarvi tutto alle spalle, dimenticare. Io ci sono riuscitoanche se ogni tanto ritorna quello che ho vissuto. Mi ha aiutato mia mamma,la mia famiglia mi é stata vicino, mi sono anche sforzato da solo di superare la situazion. I miei compagni mi hanno invitato a resistere, sapevano che il peggio era passato».


«Sono imbarazzato perché non mi aspettavo tanti giornalisti al mio ritorno a scuola, questa accoglienza dei miei compagni - ha poi concluso - ora mi aspettano i professori, più i che miei compagni». «Sono emozionato, ciò che mi è mancato è stato anche questo portone - afferma - vorrei fare presto, ho lezione».


 

«Arturo ha dimostrato di essere un leone» ha detto Adele Barile, dirigente scolastica del liceo Cuoco di Napoli, che ha atteso Arturo al suo arrivo, insieme con i professori e i suoi compagni di classe. «Arturo è un adolescente che ha subito un trauma - ha affermato - noi siamo qui per aiutarlo a superare quanto ha vissuto, nel suo rientro alla normalità, che forse, nel contesto degli episodi e la cosa più difficile: di ornare cioè a vivere una vita normale». «Lui la prima battaglia l'ha vinta perché nonostante la brutale aggressione è vivo e sta bene - ha concluso - lo accogliamo con grande affetto saremo qui a sostenerlo».
 
Lunedì 15 Gennaio 2018, 09:22 - Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 06:49
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