Napoli, 12enne ferito a Capodanno. Il racconto choc: «Mio nipote Stefano è salvo per miracolo»

di Mariagiovanna Capone

«È stata una stesa intimidatoria. Una delle tante sfide che i tre boss del Rione Villa si lanciano da anni tra la gente e i bambini. Stefano è vivo per miracolo, la voglio pronunciare questa frase terribile: poteva morire». Stefano, miracolato della notte di San Silvestro, ha appena dodici anni. Ha iniziato l'anno nuovo nel lettino del Santobono, imbottito di antidolorifici e un ginocchio frantumato dai proiettili di una stesa che non conosce umanità. Sono le 23.30 del 31 dicembre quando si affaccia al balcone al primo piano della casa dei nonni materni a San Giovanni a Teduccio. È in compagnia dei cuginetti Lorenza, 13 anni, Daniele di 9, come il fratellino Fabio, e giocano accendendo le stelline sotto lo sguardo attento del papà e dello zio. Nello stesso edificio anche altri accendono piccoli fuochi e bengala, ci si saluta e augura buon anno da balcone a balcone. Il clima gioioso viene rotto all'improvviso dai rombi di due scooter con cinque uomini a bordo che percorrono a forte velocità il rettilineo di via Sorrento. Indossano passamontagna e caschi integrali, i passeggeri hanno le braccia alzate e impugnano un'arma. Le persone perbene che vivono in questo quartiere hanno imparato a riconoscerli. Neanche il tempo di urlare «tutti dentro, tutti dentro» che si sentono inequivocabili colpi di pistola.
 
 

«Boom, boom, boom... una raffica di colpi. Abbiamo fatto appena in tempo a entrare da una delle porte finestre e i bambini entravano nell'altra. I più piccoli restano indietro, ma davanti a loro Stefano cade a terra sanguinante e urla di dolore». Sono attimi terribili. Si teme il peggio per il dodicenne che vive a Portici con mamma parrucchiera e papà impiegato all'Ansaldo. Il sangue fiotta e solo per un miracolo non c'è stata la rescissione dell'arteria femorale o peggio, abbia raggiunto la testa. «Il proiettile sparato dal basso verso l'alto avrebbe potuto provocare un danno molto più grave, raggiungere organi letali» ammette Carmelo Terracciano, medico del reparto di Chirurgia dell'Ospedale Santobono che ha in cura Stefano. «Il caso ha voluto che il bambino sia stato colpito al ginocchio destro, che ha subito un serio danno, e per rimbalzo o di striscio anche l'altro ginocchio, con lesioni più superficiali. Forse lo dimetteremo domani o al massimo in 3-4 giorni (la prognosi è stata sciolta in mattinata) e potrà ricevere le altre cure in day hospital. Per il piccolo sarà importante recuperare le forze in un ambiente protetto come la propria casa, perché il trauma psicologico emergerà prima o poi». Forse dovrà appendere le scarpette da calcio al chiodo, perché il danno è grave e l'attività agonistica non potrà riprenderla presto.

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Martedì 2 Gennaio 2018, 08:34 - Ultimo aggiornamento: 02-01-2018 08:34
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