Napoletani scomparsi in Messico: spariscono altri 2 poliziotti indagati

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di Giuseppe Crimaldi

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Due indagini e nessuna certezza. A 24 giorni dalla scomparsa dei tre napoletani in Messico ci sono solo due elementi certi: la sparizione e il sospetto di inconfessabili rapporti tra ambienti della polizia locale di Jalisco con una banda criminale che imperversa in quella stessa regione.
E dire che giovedì pareva si fosse giunti quasi ad un punto importante di svolta nel caso: la notizia di tre agenti della «Policia municipal» di Tecalitlan (cittadina non lontana dal luogo in cui risiedevano i connazionali scomparsi il 31 gennaio) finiti in manette per sospetti riconducibili alla scomparsa dei napoletani sembrava aver finalmente illuminato quel cono d’ombra sul quale si addensavano tanti sospetti. I tre venditori ambulanti delle «Case Nuove» sarebbero stati «ceduti» ad un gruppo di criminali da agenti infedeli messicani: a prendere in consegna gli italiani sarebbero stati i banditi della gang «Nueva generacion de Jalisco», temibilissimo cartello che nella regione sud-occidentale del Messico imperversa seminando lutti, sangue e terrore tra la popolazione locale. 
Ma dal Messico, anziché spiragli di luce, arrivano qui in Italia soltanto banchi di nebbia. Tre inchieste, nessun risultato. Nonostante vi sia un’indagine delle autorità diplomatiche italiane, un’inchiesta della magistratura federale e per di più un fascicolo aperto dalla Procura di Roma, si continua a brancolare nel buio. Al punto che nemmeno la magistratura inquirente capitolina - contattata dal Mattino ieri sera - è stata in grado di confermare la circostanza dei tre poliziotti finiti in cella con l’accusa di complicità nella vicenda della scomparsa dei napoletani. 
Dal Messico, invece, arrivano ulteriori notizie su Raffaele Russo, il 60enne sparito per primo. Ma sono elementi che non aiutano a capire ed anzi - a dirla tutta - pare vogliano concentrare sul napoletano un quadro di sospetti che nulla aggiungono alla gravità dei fatti. Ed ecco quello che emerge dalle autorità inquirenti del paese centroamericano: «Uno dei tre italiani scomparsi alla fine di gennaio - fa sapere l’Ufficio del procuratore di Jalisco, Fausto Martinez - avrebbe utilizzato un’identità falsa, facendosi passare per cittadino messicano». Si tratterebbe proprio di Raffaele Russo: il quale risulta registrato - a sostenerlo è sempre la magistratura messicana - con un falso nome in alcuni hotel sotto il nome di Carlos Lopez.
Nessuna notizia, invece, del numero uno della polizia locale di Tecalitlan, sul quale pure si addensano non pochi sospetti di complicità nella vicenda. Ma c’è di più.

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Venerdì 23 Febbraio 2018, 22:56 - Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio, 11:36
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