«È morto Salvatore Riina», a Ercolano spuntano manifesti funebri contro il boss

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di Antonio Cimmino

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Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Boris Giuliano, Emanuela Setti Carraro e Carlo Alberto Dalla Chiesa. Ancora Ninni Cassarà, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro. Sono soltanto alcune delle vittime innocenti della mafia menzionate in un manifesto apparso ad Ercolano e rivolto a Totò Riina, storico Capo dei Capi della mafia, morto alle 3.37 di venerdi 17 novembre nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma. Ieri aveva compiuto 87 anni. Ai due lati del manifesto nella città degli Scavi la foto dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
 
 

Sul caso Riina, ad Ercolano, è intervenuta anche l'associazione Fai Antiracket. «La notizia della morte di Totò Riina non ci lascia indifferenti. Né gioia né tristezza - dice Pasquale del Prete, presidente dell'associazione -  ma la consapevolezza che con la sua scomparsa la mafia ancora esiste, ed ancora persegue il disegno criminoso nella gestione di ogni attività illecita ed illegale. Troppi morti, e troppe sentenze di morte hanno caratterizzato la vita di questo individuo. Non dimentichiamolo. Nel ricordo di tutte le vittime innocenti, cadute per mani mafiose o della criminalità organizzata, la nostra attività di contrasto non deve mai abbassare la guardia. Questa giornata va dedicata alla loro memoria».
 

«Non credo bisogni gioire per la morte di Riina - sottolinea il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto - perché noi non siamo come loro. Riina ha rappresentato il male assoluto in Italia, eppure la malavita organizzata non è stata ancora appieno sconfitta. L'attenzione deve rimanere alta nei confronti di tutte le irregolarità non soltanto da parte degli addetti ai lavori, ma dalla società civile fino alle Forze dell'ordine». 
Venerdì 17 Novembre 2017, 14:12 - Ultimo aggiornamento: 18-11-2017 08:27
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