Marzo Donna 2018, la Municipalità in campo per la prevenzione dei disagi alimentari

di Maria Pedata

Dimmi come mangi e ti dirò chi sei. Per molte persone il mangiar sano significa godere di un’ottima salute e di una buona forma fisica, magari avere anche un aspetto più giovane. Quando si parla di buona alimentazione e della qualità del cibo da assumere ogni giorno, sembrano essere tutti d’accordo sulla scelta privilegiata dei carboidrati e delle proteine. Via libera dunque al pane e alla pasta, alla carne e al pesce con verdura e frutta che diventano i protagonisti indiscussi delle nostre tavole. Ma nella società contemporanea non sempre il rapporto con il cibo è idilliaco soprattutto nella maggior parte delle donne che spesso dimostrano di avere disturbi nell’alimentazione fino ad ammalarsi di anoressia e bulimia nervosa soprattutto nell’età dell’adolescenza. A questo punto è spontaneo chiedersi se una volta una volta caduti in questo vortice si può  mai guarire. “Si, con la prevenzione e l’informazione a partire dalle scuole”.

La riposta  è stata data questa mattina nel parlamentino di piazza Dante nell’ambito di un incontro con esperti del mondo della nutrizione e psicologia. “Alimentazione e salute nel ciclo della vita della donna”, organizzato dalla consigliera Maria Alifuoco (delegata alla prevenzione dei disagi psicologici e alla salute). In primis sono emersi una serie di fattori e di differenze sul modo di alimentarsi degli uomini e delle donne. Il gentil sesso  ha una complessa psico- fisiologia che cambia in varie fasi della vita: adolescenza, gravidanza e allattamento, menopausa, tutti fenomeni che mettono a rischio il comportamento alimentare delle donne. “Il mio impegno come delegata, ha l’obiettivo di favorire iniziative utili a rimuovere gli ostacoli alla realizzazione della parità tra omini e donne che impediscono lo sviluppo della personalità della donna – spiega la consigliera del parlamentino, Maria Alifuoco - Questo evento che ho voluto portare in municipalità in sinergia con la Consulta femminile della Regione Campania, deve servire a fare rete sul territorio. Credo sia fondamentale sollecitare azioni educative a partire dalle scuole in merito a fattori di rischio, prevenzioni e alle diagnosi precoci. Tutelare la salute delle donne, è tutelare l’intera comunità”. All’incontro hanno inoltre partecipato: Simona Ricciardelli, presidente Consulta  Femminile Regione Campania, Chiara Sepe, membro della Consulta, Silvana Tarsitanom Psicologa, Consigliera della Consulta Femminile, Rosa Papa, Direttore Responsabile U.O.C. Tutela Salute della Donna del Consultorio Familiare S.S. Annunziata asl Na 1 distretto 31, Rossella Trio, Dipartimento di medicina integrata Università Federico II e il consigliere municipale  Francesco Grandullo, presidente  Commissione  Opportunità e Scuola.
Martedì 13 Marzo 2018, 19:31 - Ultimo aggiornamento: 13-03-2018 19:36
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