L'appello del malato terminale: «Comune di Napoli, rilasciami il certificato o morirò senza nozze»

di Mariagiovanna Capone

6
  • 972
Da due settimane Francesco Cars vive un incubo. Ha richiesto un certificato al Comune di Napoli utile per contrarre il matrimonio ma finora non è arrivato nulla. Il rito è fissato per il 4 luglio, e per lui spostare la data è un grande rischio perché il suo sogno potrebbe non realizzarsi mai. Francesco è malato terminale. In questi giorni ha provato in ogni modo a mettersi in contatto con gli uffici comunali, tuttavia quando è riuscito a parlare con qualcuno ha ricevuto solo risposte evasive. «È strano che ci siano stati questi disguidi. Sia in ufficio Anagrafe che in assessorato siamo sempre molto attivi e sempre collegati al telefono. Mi faccia avere i riferimenti e farò controllare» commenta l'assessore alla Trasparenza ed Efficienza dell'azione amministrativa Alessandra Sardu. Sebbene l'assessore difenda il lavoro degli uffici di sua competenza, negli ultimi mesi le strutture amministrative comunali sono nel caos, con le Municipalità in tilt per motivi tecnici o mancanza di personale (come accaduto lunedì a Pianura-Soccavo e venerdì al Vomero)

Francesco Cars, quale problema burocratico le sta accadendo?
«Non riesco ad avere il certificato di nascita, l'estratto per riassunto a essere precisi, necessario per sposarsi civilmente».

Quando ha fatto richiesta?
«Attraverso il Comune di Limarolo, in provincia di Pavia, dove risiedo, è stata fatta richiesta tramite Pec l'11 giugno e alle 9.55 è stata recapitata agli uffici preposti del Comune di Napoli. Sarebbero stati necessari due giorni ma ad oggi nessun documento è pervenuto».

Ha provato a contattare gli uffici di Napoli o ha mandato qualcuno?
«Sono giorni che provo a comunicare con loro. Chiamo e mi tengono in attesa: 10 minuti, altre volte 20 e perfino mezz'ora... Ogni volta la stessa storia: richiami più tardi. Da qualche giorno non rispondono neanche più. Ho mandato mio cugino: è stato a Palazzo San Giacomo, gli hanno detto che non sapevano come aiutarlo, poi è andato negli uffici dell'Anagrafe e qui non è riuscito ad avere informazioni se non che ci sarebbero dei problemi con la Municipalità. Sono nato alla clinica Santa Patrizia di Secondigliano, quindi è la Municipalità 7. Ma qui l'unico problema è che non posso rischiare di non sposarmi, non di certo per la festa, perché non la faremo, ma per altro».

Cioè per quale motivo?
«Potrei non vivere abbastanza. Sono affetto da linfoma di Hodgkin dal 2008 e da tre mesi si sono ripresentate alcune masse. È la seconda volta che ho una ricaduta, l'ultima dieci anni fa, e grazie a forti sedute di chemioterapia il tumore era in remissione. Poi di nuovo i sintomi, i controlli e il responso. È stata dura questa volta accettare la ricaduta, ho ricominciato subito la chemio, so quanto rischio».

E così ha deciso di sposarsi.
«Ho deciso di sposare la mia compagna Chiara per rendere legale un rapporto splendido. Non volevo lasciare nulla in sospeso. Ci sono giorni buoni e altri pessimi, in cui il mio fisico non regge, ho paura di non avere tempo sufficiente. L'amore che c'è tra noi non ha bisogno di certificati, però ho pensato che se dovesse accadermi qualcosa di grave, per la legge italiana non le sarebbe permesso neanche starmi accanto. Ci sposiamo per questo, perché l'amore che c'è tra noi è di quelli che non si spezza, anche se la mia vita durerà ancora poco. I medici sono piuttosto pessimisti, le speranze di superare anche questa recidiva sono scarse. Ma credo nei miracoli, ne ho già avuto uno».

Un miracolo?
«Si chiama Alessandro e ha due anni. Mi avevano detto che sarebbe stato impossibile procreare, i farmaci chemioterapici usati per il linfoma provocavano una sterilità transitoria e la ripresa nel mio caso era scarsa. Le chemio avevano ucciso il tumore ma compromesso la mia fertilità. Però ero padre di Tommy, che ora ha otto anni, nato dal precedente matrimonio della mia compagna, con cui ho un bellissimo rapporto. E invece il miracolo c'è stato e, oltre a Tommy, ho anche Alessandro, pronti a fare da paggetti».

Toccherà attendere domani e vedere se arriverà questo certificato dal Comune di Napoli...
«Assessore, sindaco, vi supplico, datemi questo certificato, potrei non vivere abbastanza per spostare la data delle nozze».
Domenica 24 Giugno 2018, 13:08 - Ultimo aggiornamento: 26-06-2018 09:32
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 6 commenti presenti
2018-06-24 21:04:20
Dovrebbe licenziare tutti e fare un concorso per le nuove assunzioni. Il comune di napoli è pieno di gente ke non sa nemmeno perké si trova li, il certificato di nascita non sanno nemmeno cosa sia, figurati a rilasciarlo....vecchia generazione di posti comprati e venduti senza alcuna competenza tecnica o teorica. E questo è il risultato.
2018-06-24 19:46:41
50 euro, bastava 50 euro !
2018-06-24 16:01:41
Che chiami gli uffici del Parco quadrifoglio, che sapranno cosa consigliargli... Li' per quanto possa sembrare strano funziona anche a distanza mentre al palazzo San Giacomo sono antipatici incompetenti e...con la puzza sotto al naso, il garantito
2018-06-24 14:27:43
Sono ormai un uomo maturo e da quando ho memoria il comune di Napoli ha fatto sempre schifo !
2018-06-24 13:38:37
Non c'è da meravigliarsi: la macchina comunale di Napoli funziona solo ....a spinte! Per essere onesti, funziona allo stesso modo da secoli, ma in quest'ultimi anni la macchina è addirittura allo sfascio.

QUICKMAP