«Io lasciai Ciro, il giorno dopo uccise Vincenzo»: i verbali svelano il movente dell'omicidio

di Marilù Musto

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«Il sei luglio ci lasciammo. Ciro lamentava il fatto che io e Vincenzo dormissimo nella stessa stanza da letto ogni notte. Così, il giorno prima della scomparsa di Vincenzo si concluse la mia storia sentimentale durata 7 anni con Ciro proprio perché in casa mia c’era un altro uomo, Vincenzo Ruggiero. Quando però qualche giorno dopo, nel sistemare i miei abiti nel cassettone, vidi sotto il letto della camera una scatola di proprietà di Vincenzo, in cui custodiva i suoi ricordi più cari gelosamente, con tutta la collezione dei cd di Laura Pausini, molto importante per lui, iniziai a dubitare di un allontanamento volontario e a sospettare di Ciro». Bruciava di gelosia, Ciro Guarente, l’ex militare della Marina Militare che ha ucciso e fatto a pezzi l’attivista gay Vincenzo.

E il fatto che Heven l’avesse lasciato aveva fatto scattare in lui la molla della pazzia. Questo, almeno, è ciò che emerge dai due lunghi verbali dettati da Mikolaj Krawczyk ai carabinieri del reparto territoriale di Aversa.

Mikolaj, l’ex ragazzo polacco ora transessuale, che si fa chiamare Heven Grimaldi e che aveva ospitato Vincenzo Ruggiero in seguito a una lite di quest’ultimo con la sua famiglia, ha raccontato in un terzo verbale, stilato negli ultimi giorni, di aver fatto caso ad alcune cose poco chiare in casa, al suo rientro da Bari l’8 luglio: «Mancava una valigia gialla American Tourister e un’altra valigia di Vincenzo», racconta ai carabinieri. Ciro Guarente quel giorno, in realtà, aveva già portato nel garage di Ponticelli il cadavere di Vincenzo per poi farlo a pezzi.

Ma ora l’assassino potrebbe «giocarsi» la carta dell’infermità mentale ed evitare, così, condanne pesanti in caso di processo. Un possibile tranello giudiziario. C’è, infatti, un verbale della commissione ospedaliera della Marina Militare che certifica il suo spostamento dal settore militare a quello civile con una motivazione chiara: «Il paziente Guarente risulta affetto da stress ansioso depressivo tale da individuare un disadattamento alla Forza Armata».

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Mercoledì 6 Settembre 2017, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 5 Settembre, 21:33
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3 di 3 commenti presenti
2017-09-07 08:06:10
Che gayamma
2017-09-06 18:27:06
"Piccoli particolari".. che magicamente emergono dopo piú di un mese.
2017-09-06 10:55:42
L'omofobia celata delle forze miliatri non può mascherare il reato violento e consapevole, anzi è a sua volta un reato, perché per nessun motivo un gay, una lesbica, un bisessuale o chi ami una persona transessuale perde le capacità di essere militare. Nemmeno le stesse persone transessuali!! Non usate l'omofobia delle forze armate per giustificare un reato volontario!

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