Aria avvelenata dopo l'incendio
al campo rom di Napoli | Video
Polveri sottili tre volte oltre i limiti

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di Valerio Iuliano

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Polveri sottili alle stelle ed ossidi di azoto ben oltre la soglia massima consentita. Sono questi i risultati del monitoraggio effettuato dal laboratorio mobile dell’Arpac della qualità dell’aria presso il campo rom di Scampia ed il vicino sito di trasferenza di Asìa, a seguito dell’incendio di domenica scorsa. Le rilevazioni mostrano concentrazioni considerevoli dei principali inquinanti gassosi correlati ai roghi, come gli ossidi di azoto, il benzene, il toluene, il cilene e le PM10. “Per le polveri sottili PM10- si legge in una nota dell’Arpac- si rilevano concentrazioni medie orarie rilevanti con picchi fino a 187 microgrammi per metro cubo alle ore 5 del mattino del 31 agosto 2017. Per tale inquinante la normativa fissa il valore soglia di 50 microgrammi per metro cubo come media giornaliera”. Per le polveri sottili, dunque, si registrano, in alcuni casi, valori superiori di quasi quattro volte la soglia massima consentita. I dati del monitoraggio sono stati comunicati oggi dal commissario straordinario dell’Arpac Luigi Stefano Sorvino alla Regione, alla Prefettura, al Comune di Napoli, all’ASL e ad Asìa.

Nella relazione effettuata dai tecnici dell’Arpa, a seguito del sopralluogo, si evince che l’area del campo Rom di Scampia ha una superficie di circa 120.000 mq. «La stessa area- si legge nella relazione- non risulta recintata e si estende su terreno non pavimentato in gran parte sottostante il cavalcavia dell’Asse mediano ed in parte confinante con il sito di trasferenza dell’A.S.I.A. L’intero sito presenta baracche fatiscenti che si alternano a notevoli cumuli di rifiuti di prevalente origine urbana, in gran parte combusti».

Nel sito sono presenti carcasse di auto non bonificate- da inserire nella categoria dei rifiuti speciali pericolosi- oltre a pezzi di parti meccaniche e copertoni usati (catalogati, invece, come rifiuti speciali non pericolosi). «La stima presunta dei volumi di rifiuti combusti- si legge ancora nella relazione dell’Arpa- ammonta a circa 120.000 mc. Dopo aver effettuato le operazioni di rimozione e smaltimento dei rifiuti dovrà essere redatto a cura del proprietario dell’area un piano di indagine preliminare finalizzato all’accertamento delle eventuali contaminazioni delle matrici ambientali». Nell’eventualità di una contaminazione l’area dovrà essere liberata e successivamente bonificata.
 



 
Giovedì 31 Agosto 2017, 16:51 - Ultimo aggiornamento: 31-08-2017 22:24
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