Napoli, reportage in volo sulla Terra dei Fuochi tra ecoballe e campi rom

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di Nello Fontanella

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Un territorio senza soluzione di continuità: urbanizzazione selvaggia e una miriade di aziende di stoccaggio di rifiuti. In mezzo campi coltivati a ortofrutta e i famigerati campi rom. Ecco la Terra dei Fuochi, la striscia di cerniera tra le province di Napoli e Caserta vista dall'alto a bordo di un elicottero della Guardia di Finanza del reparto volo di Napoli. A bordo il presidente della commissione regionale Terra dei fuochi, bonifiche ed ecomafie, Giampiero Zinzi. «Un punto di vista nuovo sulle ferite della nostra terra: dalle ingombranti ecoballe al controllo sugli impianti, fino al degrado dei campi rom», dice Zinzi.

Un'investigazione dall'alto che è partita propria da Giugliano, sui due campi rom situati a lato della Circumvallazione che porta fino a Lago Patria. Vere e proprie discariche a cielo aperto, ogni genere di rifiuto frutto della razzìa finalizzata alla ricerca dell'oro rosso, il rame da rivendere anche in nero a qualcuna delle tantissime aziende disseminate sul territorio.

Dai campi rom alla distesa di ecoballe di Taverna del Re il passo è brevissimo. Oltre 40 piazzole costruite su un'area complessiva di 460.000 mq dov'è stoccato un milione di ecoballe «regalo» dell'emergenza rifiuti che fu tra 2006 e 2007.

«Un cambio di prospettiva che certamente sarà utile per pianificare le successive attività legislative e di impulso della commissione speciale e nell'affrontare in Consiglio regionale le diverse emergenze del territorio», assicura Zinzi. Ma sarà un lavoro utile anche dal punto di vista della prevenzione e del contrasto del fenomeno dei roghi tossici nella Terra dei Fuochi da parte della task force coordinata da Gerlando Iorio, incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania.
 
 

In questo territorio di cerniera tra l'area a nord di Napoli e i comuni di Marcianise, San Tammaro, Villa Literno e Teverola ci sono una miriade di aziende operanti prevalentemente nel settore dello stoccaggio di rifiuti ferrosi e anche di pneumatici fuori uso. Tutte, secondo il presidente della commissione regionale ecomafia, che necessitano di controllo. Non è escluso infatti che già nei prossimi giorni Zinzi possa incontrare Iorio per pianificare ulteriori attività di contrasto al fenomeno. I militari dell'equipaggio del Aw 109 Nexsus hanno in ogni caso georeferenziato e filmato le strutture a maggiore rischio. Un lavoro che sarà consegnato nella mani del presidente della commissione ecomafie già nei prossimi giorni.

Un interessante lavoro con gli uomini del reparto volo della Guardia di Finanza proprio mentre si fa più aspro il dibattito sulla costruzione degli impianti con il ministro Salvini che ha annunciato di voler realizzare nuovi inceneritori in Campania. L'elicottero della Guardia di Finanza ha sorvolato poi la zona industriale di Marcianise prima di dirigersi ad Acerra sul termovalorizzatore e su un'area proprio mentre era in corso da parte della task force un controllo in una azienda di grandi dimensioni (circa 15.000 mq), dedita allo stoccaggio, trattamento e smaltimento rifiuti parzialmente sequestrata per illecita gestione e deposito incontrollato di rifiuti. Dopo Acerra l'ultima virata su Caivano, sull'area dove sono stoccate le ecoballe per lo Stir.
Sabato 17 Novembre 2018, 19:00 - Ultimo aggiornamento: 17-11-2018 22:51
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