Il post del cantante di Scampia:
«Un proiettile sul mio balcone»

di Mariagiovanna Capone

«'A camorra song'io» cantava Daniele Sanzone degli A67 tredici anni fa, quando la faida inondava le strade di sangue e proiettili. Sebbene da allora sia cambiato molto a Scampia, sembra non essere cambiato nulla. Sul balcone di casa che si affaccia davanti la caserma dei carabinieri, il cantautore e scrittore ha trovato il proiettile di una calibro 9. Una pistola nuova da provare la notte di Capodanno, forse. O un caricatore da svuotare per noia, arroganza, stupidità. Sanzone mostra l'ogiva lucente nel palmo della mano e pubblica la foto sui social, aggiungendo ironicamente emoticon con cuoricini: «Trovato fuori il balcone della mia stanza a Scampia. Buon Anno».



Sanzone, quel proiettile non è stato proprio un augurio di buon anno...
«Con il post ho provato a sdrammatizzare l'imbecillità di certa gente. Quando cresci in un quartiere come il mio ne vedi tante e alla fine devi continuare ad andare avanti».

Sicuro non fosse un atto volontario? La sua attività anticamorra è notoria.
«Non credo che quel proiettile fosse indirizzato a me. Se avessero voluto zittirmi, ci avrebbero provato dieci anni fa. Certo, il fatto è brutto anche se ripetiamo che sono cose che succedono spesso, e non solo a Scampia perché dipende dalle persone fuori di testa, non dai luoghi».

Però è successo a Scampia, dove la camorra è stata indebolita. Forse si sta riorganizzando?
«Questo non posso saperlo. Certo, le piazze di spaccio sono state smantellate, anzi meglio dire spostate altrove. Ora sono più a nord, nell'area di Melito e Mugnano. Scampia è liberata ma non libera. Le Vele sono sempre qui, si parla ancora di riscatto, riqualificazione, dell'Università che deve arrivare e poi non arriva mai...».

Scampia come sta, secondo lei?
«Difficile rispondere perché la prima cosa che penso è che sta sempre uguale, sempre rovinata. Perché manca sempre l'elemento principale in grado di mettere a posto tutte le cose: il lavoro. Fin quando manca questo, non cambierà mai qualsiasi posto dove oltre ai palazzoni non si costruisce lavoro, vitalità, cultura».

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Mercoledì 3 Gennaio 2018, 09:38 - Ultimo aggiornamento: 03-01-2018 09:38
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