Gino, da Chiaiano a Barcellona per un'app da 15,5 milioni di utenti: «I napoletani hanno una marcia in più»

di Rossella Grasso

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«Il segreto del successo? L’empatia, il sapersi mettere nei panni dell’altro, una dote tutta napoletana». Per Gino Micacchi, ingegnere delle telecomunicazioni, nato a Chiaiano 38 anni fa, essere napoletano è una marcia in più per fare carriera. Lo dice con cognizione: giovanissimo, da poco è diventato responsabile prodotto e direttore tecnico di una delle app più famose al mondo, ABA English, che ha sede a Barcellona. Con i suoi 15,5 milioni di utenti solo nell’ultimo anno, ABA English si conferma tra le app più utilizzate per imparare l’inglese in oltre 170 paesi del Mondo. Gino rappresenta una eccellenza napoletana costretta a fuggire dalla sua città inseguendo il successo. Non ha mai dimenticato Napoli, portandosela dietro in giro per l’Europa come un tesoro.
 


Quella di Gino è stata una carriera eccezionale: dopo la laurea in ingegneria delle telecomunicazioni alla Federico II di Napoli ha fatto parte del gruppo di ricerca del professore Giorgio Ventre, l’attuale direttore del Campus Apple di San Giovanni a Teduccio. Poi è iniziata la sua scalata verso il successo: prima Splinder, la piattaforma di blogging più famosa in Italia, poi a Milano ha fondato una startup con un socio, Mobnotes. Nel 2010 l'app fu paragonata a Foursquare, l’antesignano dei social media, e in poco tempo raggiunse i 100mila utenti. «Mobnotes crebbe rapidamente in Italia – racconta Gino – ma poi non riuscimmo a trovare investitori perché era un progetto molto ambizioso».

«Poi, a quella che oggi è mia moglie chiesero di trasferirsi all’estero: o la Svizzera o Barcellona. Non ci abbiamo dovuto pensare due volte e siamo andati a vivere in Spagna dove tutto somiglia a Napoli». Qui è iniziata la sua esperienza in una grande azienda, la Softonic, prima come Product Management Director e poi come Vice Presidente Prodotto. Sei anni dopo è arrivata la proposta di ABA English. «L’azienda mi ha conquistato subito per il prodotto che offre. Imparare l’inglese attraverso i video e l’interazione credo che possa davvero cambiare la vita alle persone. In tanti me lo hanno detto ed è un metodo davvero efficace».

Gino adesso non tornerebbe a vivere a Napoli. «Qui a Barcellona ho la mia famiglia, i miei amici, la mia vita. Forse in futuro potrebbe succedere che dovrò ancora una volta cambiare città, ma io mi sento un cittadino europeo e va bene così», spiega. Da fuori Gino guarda Napoli ed è convinto che adesso la città abbia fatto grandi progressi. «Ai miei tempi forse era necessario andarsene per fare carriera, ma adesso la città offre molto. Un buon esempio è la Ios Developer Academy, non c’è nemmeno a Barcellona una scuola così». Allo stesso tempo però riconosce che ci sono ancora tantissime barriere strutturali che continuano a veicolare la fuga dei cervelli migliori, come ad esempio l’incertezza del lavoro e dei contratti. «Non è un problema solo di Napoli ma di tutta l’Italia».

Per l’ingegnere di Chiaiano Napoli è la città giusta dove sviluppare una buona cultura dell’innovazione. Quando parla dell’essere napoletano sembra quasi che stia elencando il manifesto della nuova industria 4.0. «Ce l’abbiamo nel sangue noi: siamo empatici, rispettosi degli altri, impetuosi, energici, sappiamo capire cosa vuole un utente del tuo prodotto e questo per un’azienda è fondamentale. E il napoletano ha tutte questa qualità».
Giovedì 7 Settembre 2017, 09:16 - Ultimo aggiornamento: 07-09-2017 09:18
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