Genero del boss estorce 2mila euro a titolare di pompe funebri: arrestato

Mentre era nella località protetta a causa del suocero boss che aveva scelto di collaborare con la giustizia, ha estorto 2000 euro ad un imprenditore. È finito per questo in carcere, su ordine del Gip di Napoli, il 38enne Giuseppe Alberico, genero di Salvatore Belforte, il capoclan dell'omonima cosca operante a Marcianise e Caserta, che nel 2015 decise di collaborare con la Dda di Napoli, salvo poi essere estromesso, per carenza di attendibilità, dal programma di protezione lo scorso mese settembre. Con Alberico è indagata per estorsione aggravata dal metodo mafioso anche la figlia di Salvatore Belforte, la 31enne Gelsomina.

Le indagini sono state coordinate dalla Dda di Napoli - sostituto Luigi Landolfi e Aggiunto Luigi Frunzio - e realizzate dalla Polizia di Stato, in particolare dalla Squadra Mobile della Questura di Caserta, diretta da Filippo Portoghese. È emerso che durante la festività pasquali del 2016, Alberico e la moglie si recarono per due-tre giorni a Marcianise allontanandosi senza autorizzazione dalla località protetta; qui invitarono il titolare di una ditta di pompe funebri a mettersi in regola dopo aver portato i saluto del boss Salvatore Belforte. È dunque bastato spendere il nome di quest'ultimo, perché l'imprenditore si precipitasse a casa di Alberico e della moglie pagando la tangente da 2mila euro.
Martedì 6 Febbraio 2018, 11:10 - Ultimo aggiornamento: 06-02-2018 11:13
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