G7 a Ischia, scudo anti-scontri: la nave degli antagonisti è arrivata a Ischia

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di Gigi Di Fiore

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Inviato a Ischia

Gli autoblindo della polizia sono da tempo sbarcati dalla nave «Fauno» della Caremar. Ischia è un'isola blindata, dove ovunque si avverte la presenza delle forze dell'ordine. Già a sinistra del porto, dove sono attraccati in fila decine di acquascooter della polizia. Le camionette e i blindati sono parcheggiati in gran numero nel campo di calcio «Mazzella» in via Fondo Bosso, dove atterreranno gli elicotteri con molti degli ospiti illustri. Poi, posti di blocco a piazza Degli Eroi e, naturalmente, sbarramento massiccio attorno le strade che circondano il Grand Hotel Punta Molino. Non si passa, quando ci si inoltra in via Champault, o attraverso il lungomare Caracciolo cercando di superare lo stabilimento balneare Militare.

Ischia blindata, Ischia tra divieti di sosta e stop alle auto, sorvegliata dall'alto da un paio di droni e da elicotteri. La memoria va subito a 15 anni fa, all'arrivo, quasi nella stessa area, di papa Giovanni Paolo II. Era il 5 maggio del 2002, gran parte delle strade furono vietate alle auto, ma nulla è paragonabile all'attuale spiegamento massiccio di uomini in divisa e mezzi blindati. Si parla di 1800 agenti, con controlli sofisticati da edifici strategici. Anche con cecchini. La giornata di oggi, che apre il G7, viene considerata il test più delicato. Dalla banchina dei traghetti, attraccherà la nave Caremar con circa 200 manifestanti autorizzati. Hanno ottenuto un bonus di andata e ritorno al prezzo politico di 7 euro. È il frutto di un accordo con la Questura, in cambio dell'autorizzazione a portare la protesta al vertice dei «sette grandi» sull'isola. Ieri, dal balcone principale di Palazzo reale in piazza Plebiscito a Napoli, cinque portavoce dei centri sociali e del neocomitato «Napoli contro MInniti» hanno esposto uno striscione con la scritta «No G7 per un mondo senza confini».

La nave con i manifestanti dovrebbe arrivare a mezzogiorno, poi il corteo in un perimetro circoscritto e delimitato a Ischia porto, lontano un chilometro dall'area di Punta Molino dove si incontreranno le delegazioni dei sette Paesi. E già alla vigilia, nel tragitto del corteo tra via Iasolino e piazza Trieste, i controlli sono serrati. Si fa attenzione a possibili oggetti nascosti, che possano servire da armi improvvisate.
 
 

Alla vigilia, si cammina tra le presenze discrete degli agenti. Non c'è folla, ma al bar Calise su piazza Degli Eroi c'è gente. Il sindaco Enzo Ferrandino, che ha diffuso in questi giorni ben sei ordinanze con i divieti di sosta e circolazione per la due giorni, dice: «La consideriamo una grande occasione per l'isola. Qualche sacrificio può essere sopportato, in cambio dell'attenzione che avremo dalle televisioni di tutto il mondo». E poi scritto una lettera aperta agli ischitani invitandoli alla «collaborazione». Gli ha fatto eco anche il sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, che ha parlato di «vertice positivo e importante per tutta l'isola». E ha aggiunto: «Dobbiamo ringraziare il governo per l'attenzione e la scelta di Ischia». 

Casamicciola è porto di sbarco alternativo, per non intasare quello di Ischia porto nello sbarco di mezzi e uomini delle forze dell'ordine. I disagi sono concentrati a Ischia porto. I tre stabilimenti balneari dall'ex carcere di Punta Molina sul lungomare Caracciolo, oggi e domani dovranno restare chiusi. Eppure, in questi giorni, con il bel tempo ed il caldo, l'affollato lido «Cristina» era frequentato da non pochi clienti, in gran parte stranieri. Divieti anche ad avvicinarsi alle scogliere, nei dintorni del pontile che porta al Castello Angioino dove si terranno alcuni incontri.

Gongolano, però, gran parte degli alberghi. Quelli nell'area del summit sono sold out. A partire dal Punta Molino, naturalmente, per proseguire con il Mare blu, il Gran hotel Moresco. il Grand hotel Aurum. È entusiasta il presidente della Federalberghi, Ermanno Mennella, che parla di «evento positivo». Pazienza se, invece, i commercianti al dettaglio hanno scelto di restare chiusi. Soprattutto nella zona di Ischia ponte, dove è tra i più fotografati il cartello-foglietto del fruttivendolo Giovanni che, sulla sua mercanzia, ha scritto «Nun facite guaie cu stu G7». Molti si fanno dei selfie, mentre Giovanni annuncia la sua chiusura per oggi. «Non si sa mai», dice. 
 

Timori della vigilia, un abisso rispetto all'atmosfera di attesa e disponibilità che si respirava 15 anni fa per l'arrivo di Giovanni Paolo II. Il titolare del bar vicino la sede vescovile ricorda ancora di aver venduto del tè freddo, unica bevanda che il Papa riusciva a prendere a tavola, che non era stato previsto nel menu. E spiega che non sa ancora se, oggi, resterà aperto.

Via Mazzella sale da piazza Degli Eroi. Dopo la palazzina dei vigili del fuoco, c'è l'hotel Continental dove è sistemata la sala stampa. È tutto pieno, prenotato dalle forze dell'ordine. Di fronte, la sede distaccata del tribunale. Oggi e domani resterà chiusa, su richiesta degli avvocati. Chiuse anche tutte le dieci scuole isolane e, per ordinanza comunale, anche il mercatino di via Morgioni. Si aspettano i 200 manifestanti del comitato «7 novembre», con esponenti di tutti i centri sociali napoletani. La vigilia è tranquilla, con il sofisticato pattugliatore della guardia di finanza in grado di intercettare qualsiasi oggetto navigante, ancorato a ridosso della costa sorvegliata con altre 30 motonavi di polizia e carabinieri. Un piccolo sacrificio ha dovuto sopportarlo anche la troupe del regista Gabriele Muccino, che sta girando sull'isola un film con Claudia Gerini, Stefano Accorsi, Sandra Milo, Gianmarco Tognazzi. Erano alloggiati al Continental. Per il G7 sono stati invitati a trasferirsi tutti all'hotel Excelsior, che ha aperto per l'occasione. «Cause di forza maggiore».
Giovedì 19 Ottobre 2017, 10:44 - Ultimo aggiornamento: 19-10-2017 13:45
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