Dema ad evento no vax, il presidente dell'Ordine dei Medici: «Gravissimo che le istituzioni sostengano l'evento»

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di Nico Falco

L'Ordine dei Medici non ha ricevuto inviti e taglia corto: «Non ha senso invocare la democrazia quando si parla di scienza». Dall'Africa, dove si trova per motivi umanitari, il presidente Silvestro Scotti stigmatizza duramente le decisioni del Comune di Napoli.

Cosa contesta?
«È gravissimo concedere il patrocinio ad un evento No Vax, ospitarlo nella sala del consiglio metropolitano con la presenza del sindaco e di due assessori di peso. È ancora più grave che l'immagine del Comune venga accostata a quella di un laureato in medicina radiato dall'Ordine per le sue idee antiscientifiche».
Oltre a Dario Miedico, ci sono anche ex medici presi come punto di riferimento, come Wakefield, sostenitore del nesso tra vaccini e autismo.
«Quello studio fu ritirato e adesso c'è una sentenza della Cassazione afferma che non c'è alcuna relazione. Miedico può fare convegni dove vuole, ma non posso accettare che il Comune patrocini un suo evento a Napoli».
Perché?
«L'Ordine dei Medici di Napoli è tra i primi a sostenere l'importanza delle vaccinazioni. Due anni fa chiedemmo al Comune una collaborazione per la nostra campagna informativa sui vaccini, volevamo utilizzare le loro tabelle di affissione per i nostri manifesti. Ne parlai col sindaco e l'assessore Gaeta, ma non ho mai avuto risposta».
Ma i rapporti col Comune?
«Nessun contrasto, anzi. Quando ci sono stati degli sbarchi di migranti ci siamo messi subito disposizione. Anche per questo, non capiamo perché, prima di concedere il patrocinio, non ci abbiano consultati».
È una realtà, quella dei no vax, che conoscete bene?
«Ci sono già stati incidenti simili. Nelle Marche il presidente della commissione Sanità ha minacciato le dimissioni per far revocare il patrocinio della Regione e la concessione della sala. E ci sono state polemiche in sede parlamentare per la proiezione di un film contro i vaccini».
Cosa si aspetta?
«Rispetto il ruolo del sindaco, ma quello scientifico è un campo che non gli compete. Mi aspetto che riveda le sue posizioni. Non si può fornire assistenza sanitaria ai migranti e poi rifiutare il concetto dei vaccini. È in contrasto coi doveri civili anche verso la collettività, perché vaccinarsi è un dovere anche verso degli altri».
De Magistris ha detto che a volte, dietro il totem del diritto alla salute, c'è stato dell'altro.
«La cultura del sospetto non si può applicare nella scienza. Non può lamentarsi quando questa riguarda le sue scelte politiche e poi applicarla in un ambito che non conosce. Può dire di non aver compreso i rischi e fare un passo indietro, come hanno fatto altri».
A quali rischi si riferisce?
«Siamo in un momento delicato, quello della campagna antinfluenzale. Messaggi di questo tipo possono spingere anziani o soggetti fragili a rifiutare la vaccinazione e per loro l'influenza può essere mortale. Su questo non c'è democrazia che tenga. Le istituzioni devono mantenersi lontane da questi temi, non possono lanciare falsi messaggi. Come dice Roberto Burioni, la scienza non è democratica. È semplice: io sto da questa parte, gli altri da che parte stanno?».
 
Venerdì 3 Novembre 2017, 11:03 - Ultimo aggiornamento: 03-11-2017 13:48
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