Dal San Paolo alla Scandone, lavori urgenti ma gare al palo

di Gianluca Agata

Sessantadue impianti divisi in cinque province. Ventuno i milioni da spendere nella sola Napoli. Lavori partiti solo al Collana che, con le Universiadi, avrà poco a che fare. Lavori già terminati, e con larghissimo anticipo, al Cus Napoli di via Campegna, mosca bianca nella storia dell'impiantistica partenopea. Il prossimo commissario straordinario delle Universiadi troverà tanto da fare e soprattutto tanto da far partire. La progettazione esecutiva c'è più o meno su tutti gli impianti ma il commissario dovrà riprendere in mano tutto il lavoro preparatorio dell'Aru di Raimondo Pasquino e decidere che fare: camminare su quel solco o rimettere le cose in gioco.
Stadio San Paolo. Sarà il teatro dell'evento dove si svolgeranno le cerimonie d'apertura e chiusura. Dopo il rifacimento della tribuna stampa i primi lavori attesi a Fuorigrotta sono quelli della sostituzione delle 54 batterie dei bagni. Dovevano partire prima di Natale. Difficoltà di varia natura hanno fatto slittare l'inizio. Poi si procederà alla verifica della bullonatura, la ristrutturazione delle palestre, l'impermeabilizzazione delle gradinate, la sostituzione dei sediolini. Lavori per i quali sono stati impegnati i 15 milioni erogati dal Credito sportivo. I 3,8 milioni stanziati dalla Regione per le Universiadi prevedono il completo rifacimento della pista d'atletica.
Piscina Scandone. Nei 5,3 milioni stanziati prevista la costruzione di una secondo piscina olimpionica per allenamento e ristrutturazione. La Scandone dovrà sottoporsi poi alla ristrutturazione dei due spogliatoi superiori (800 mq in totale). Ammodernamento del salone, lavori strutturali all'impianto di aerazione, coibentazione delle due velette, la ristrutturazione delle facciate, la sostituzione delle griglie del bordovasca, delle corsie, delle attrezzature.
Palavesuvio. Stanziati 3,4 milioni per rifare il look a una palestra grande con pistino di atletica a quattro corsie, tre più piccole dedicate ad arti marziali, pallavolo basket. Tutto fermo per la prima. Per le altre si è combattuto, e si sta combattendo, con la messa in sicurezza delle aree comuni. Tecnicamente non ci dovrebbero essere problemi in vista delle Universiadi ma il bubbone della palestra grande dove è in programma il calendario della ginnastica è enorme.
PalaDennerlein. Una cattedrale nel cuore di Barra. Si divide in due aree: il palazzetto e la piscina. La Regione ha stanziato 2 milioni di euro. Problemi? Tantissimi. Il riscaldamento della piscina il cui tetto è alto 18 metri, la coibentazione del tetto. Attualmente è tutto chiuso. La paura è la vandalizzazione.
PalaBarbuto. Essenzialmente sarà un centro di allenamento. Con il milione e mezzo stanziato, il parquet sarà completamente rifatto. Poi l'adeguamento funzionale degli spogliatoi. Sarà riportata la capienza ai 5mila posti originari eliminando i gabbioni che impediscono la presenza degli spettatori negli anelli superiori. Aumentandone la capienza, si dovranno affrontare anche le problematiche relative alle vie di esodo.

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Sabato 13 Gennaio 2018, 08:46
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