Consiglio e giunta lievita la spesa:
un milione in più: terza bocciatura

di Pierluigi Frattasi

Consiglio e giunta più cari nel 2017. Aumentano da 7 a 8 milioni, infatti, le spese per gli organi istituzionali del Comune di Napoli rispetto allo scorso anno, che comprendono gettoni e rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri e costo dei dipendenti. Schizza in alto di 4,4 milioni anche quello dei dirigenti, sforando il tetto dei 7 milioni previsti dal piano di riequilibrio per il predissesto e arrivando a 11,4 milioni. Effetto dei 32 contratti a tempo determinato per i manager pubblici stipulati a dicembre 2016.

Anche se il peso complessivo del personale cala di 2 milioni, da 323 a 321. Un’impennata di spese per alcuni comparti, che fa da pendant alla situazione disastrosa delle riscossioni e delle dismissioni, ancora ferme al palo. Tanto che nel 2017 la cifra accertata dalla vendite degli immobili e delle partecipazioni è pari a zero. Numeri e cifre che emergono dal report del Collegio dei revisori dei conti del Comune di Napoli sull’andamento semestrale del piano di riequilibrio per rientrare dal disavanzo. Il dossier arriva a pochi giorni dall’approvazione in Consiglio comunale dell’assestamento di bilancio.

I revisori fotografano una situazione economico-finanziaria a giugno 2017 di grave sofferenza, esprimendo, per la terza volta, parere negativo. «Non ci sono le condizioni - scrivono il presidente Nicola Giuliano e i consiglieri Giuseppe Criscuolo e Giuseppe Riello - per il raggiungimento dell’obiettivo primario della procedura di riequilibrio finanziario pluriennale che deve individuarsi nell’attuazione di un percorso graduale di risanamento dell’ente atto a superare gli squilibri strutturali di bilancio che potevano condurre allo stato di dissesto. Più specificamente il quadro complessivo della situazione finanziaria dell’ente rende difficilmente realizzabile il percorso di risanamento che costituiva l’obiettivo primario del ricorso alla procedura del riequilibrio finanziario».

Ma soprattutto emerge in tutta la sua urgenza il problema delle partecipate comunali. Solo tre società hanno approvato il bilancio 2016: Gesac, Mostra D’Oltremare e Napoli Sociale (in liquidazione). All’appello mancano tutti gli altri documenti contabili. Abc è ferma al 2013. Anm al 2015. Il Caan al 2014. Tre anni fa il quadro della galassia delle partecipate evidenziò crediti nei confronti del Comune per circa 450 milioni.

Continua a leggere su Il Mattino Digital
Sabato 12 Agosto 2017, 09:23 - Ultimo aggiornamento: 12-08-2017 09:36
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP