Condono facile, la «cricca»
del falso va verso il processo

di Dario Sautto

Istanze di condono fasulle, documenti scomparsi dagli uffici e distrutti, la promessa di «un fiore o un pensiero» per i tecnici comunali. Tutto per coprire abusi edilizi e facilitare lavori di ristrutturazione per privati e ristoranti a Lettere. Ci sono anche una consigliera comunale, il suo ex marito avvocato, il papà del candidato sindaco perdente alle ultime elezioni e quattro dipendenti dell'Ufficio tecnico del Comune di Lettere tra i ventiquattro indagati raggiunti ieri mattina da avviso di conclusione indagini emesso dal pm della Procura di Torre Annunziata, Andreana Amborsino, e notificato dai carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia. Corruzione, falso ideologico in atto pubblico e violazione delle norme in materia di edilizia sono i reati contestati a vario titolo a tecnici comunali, consulenti di parte, imprenditori edili e proprietari di alcuni immobili.

LA RISTRUTTURAZIONE
Le indagini erano partite dopo un sopralluogo in un edificio in ristrutturazione al centro di Lettere, dal quale erano emerse diverse irregolarità nella pratica di condono. Diverse sono state le perquisizioni e le acquisizioni di atti negli uffici del Comune di Lettere, che hanno permesso ai carabinieri di scoprire come alcuni documenti fossero stati falsificati e come altri addirittura distrutti, in modo da far scomparire le prove di illeciti. Il giro di corruttela, secondo gli investigatori, girava attorno a Sabato Fontana, responsabile dell'ufficio Tecnico ora in pensione, e ai dipendenti Luigi Gaglione, Antonio Calabrese e Vincenzo Ruocco, dal 2007 in poi tutti impiegati nelle valutazioni degli abusi edilizi. Verbali di sopralluogo e relazioni tecniche venivano spesso contraffatte, in modo da permette ampliamenti degli edifici. Le pratiche di condono, spesso, venivano accettate proprio grazie alla scomparsa degli atti autentici, così come documenti falsi servivano ad ottenere il rilascio di permessi a costruire o attraverso istanze clone. Nel corso delle indagini, era stato arrestato per concussione lo stesso Fontana, preso in flagranza mentre pretendeva il pagamento di una mazzetta da 2mila euro per evitare il sequestro di un immobile abusivo. E poi, anche Ruocco è già indagato, e sospeso dall'incarico, per un altro procedimento connesso.

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Venerdì 11 Gennaio 2019, 10:19
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