Con la polizia nel quartiere delle stese
Sanità sotto assedio: la notte dei clan

ARTICOLI CORRELATI
di Giuseppe Crimaldi

  • 33
Se ne stanno rintanati nei loro covi. Abbrutiti in un tragico isolamento. Scrutano senza farsi vedere, a luci spente, il viavai delle auto con i lampeggianti blu accesi nelle strade e bestemmiano a voce bassa, maledicendo quelle divise che hanno ormai definitivamente piantato le tende nel quartiere che credevano di dominare. Non spacciano più. Non sparano più. Non escono nemmeno più di notte per sparare alla luna: ripiegati sul loro carico di vigliaccheria, i camorristi arretrano e si nascondono. Il Rione Sanità oggi è sotto assedio. 
 

Alle ultime tre “stese” lo Stato ha risposto militarizzando tutte le zone. Non c’è strada, vicolo o piazza che sfugga al presidio delle forze dell’ordine. Una prova muscolare che i delinquenti pistoleri probabilmente nemmeno immaginavano per tanto forte e virulenta. Una sfida nella sfida. La strategia è quella già vista con il “modello Scampia” durante la faida scatenata anni fa tra i clan che si contendevano le piazze dello spaccio. Fino a una settimana fa la processione dei tossici che venivano a rifornirsi di droga era ininterrotta, di giorno come di notte. Adesso no. 

Attorno alla sagoma triste di un ragazzino in bilico su una panca, sistemata all’ombra di un alberello di ulivo in piazza San Vincenzo, un gruppo di bambini gioca a pallone. La statua dedicata a Genny Cesarano, vittima innocente di un raid vigliacco consumato nel settembre di due anni fa, è lì a ricordare quanto labile al Rione Sanità resti il confine tra la vita e la morte. La vita e la morte. E proprio da qui, dal cuore pulsante di un quartiere senza pace, inizia il nostro tour tra i vicoli della paura. A bordo di una Volante della polizia inizia una nuova notte di caccia a chi semina il terrore tra la gente. 
 
 

Non si può non cominciare che dai numeri. Ogni giorno, e ogni notte, alla Sanità vengono destinate 17 auto dai vari commissariati, altrettante Volanti dell’Ufficio prevenzione generale, 13 pattuglie del Reparto anticrimine, cinque “Falchi”, oltre a un numero cospicuo di squadre che operano in borghese. Novità assoluta, l’istituzione di un nucleo che in Questura chiamano “gli spartani”: si compone di agenti che strategicamente vanno a fare l’avanguardia di questa trincea di guerra, vero e proprio cuneo che si spinge oltre le linee “nemiche” insinuandosi laddove le auto e i cellulari mai potrebbero arrivare. Tocca a loro farsi carico del più delicato e rischioso dei compiti, e per questo sotto i giubbotti hanno la pistola sempre pronta, e con il colpo in canna.
Venerdì 19 Maggio 2017, 23:34 - Ultimo aggiornamento: 19-05-2017 23:53
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP