Castellammare, dai falò alla sfida:
feste fuorilegge e strade blindate

di Dario Sautto

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La sera dopo il falò della vergogna, Castellammare è ancora ostaggio delle feste abusive gestite da comitati di quartiere permeati dalla camorra. Spettacoli pirotecnici senza autorizzazione e con le aree delimitate con nastro. E poi concerti di neomelodici in ogni angolo della città, anche in centro, con le strade chiuse da transenne abusive. Tutto questo appena 24 ore dopo lo show della camorra nel cosiddetto «bronx» Faito, cuore del rione Savorito, dove era stata montata la pira di legno con un manichino impiccato e il messaggio contro i collaboratori di giustizia: «Cosi devono morire i pentiti, bruciati». Subito dopo l’applauso della folla e lo scoppio dei fuochi d’artificio era stato incendiato il «fucaracchio» illegale, sulle note delle canzoni di Tony Marciano, neomelodico di Torre Annunziata che ha già subito una condanna per droga e ritenuto vicino agli ambienti del clan Gionta, tornato libero e nuovamente sui palchi da meno di due anni. 
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Domenica 9 Dicembre 2018, 23:10 - Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 12:59
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